Tiberio Graziani, direttore di “Eurasia”, è stato intervistato il 26 u.s. dall’IRNA (Islamic Republic News Agency), agenzia di stampa iraniana, a proposito della relazione del presidente Obama al Congresso sull’uso del “soft power” nei confronti dell’Iran.
L’intervista in versione integrale e in lingua originale (farsi) può essere letta cliccando qui.
Il direttore Graziani ha notato come il soft power di Obama sia indirizzato a destabilizzare l’attuale governo di Tehran, screditandone il presidente ed influendo sulle normali dinamiche interne al ceto dirigente ed alla democrazia iraniana.
Il fine ultimo, ha proseguito Graziani, è quello di ridimensionare non solo Ahmadinejad, ma l’Iran stesso, nello scacchiere regionale (Vicino e Medio Oriente) ed in quello globale (multipolare). Gli USA mal sopportano l’intesa strategica di Tehran con Mosca e Pechino, un asse fondamentale per il consolidarsi dell’ordinamento multipolare, che rappresenterebbe la fine delle politiche egemoniche di Washington.
L’uso del soft power, ha affermato il Direttore, non è nuovo per gli USA: esso è una delle loro armi tradizionali, assieme all’aggressione militare ed alla cosiddetta “diplomazia del dollaro”. Il ricorso al soft power si focalizzerà sull’informazione che passa attraverso Internet e sulle organizzazioni non governative ufficialmente devote alla difesa dei “diritti umani”. Una parte importante sarà costituita dall’aspetto tecnologico relativo, verosimilmente, al sabotaggio delle notizie ufficiali e dei siti internet governativi.

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