Centinaia di migliaia di persone nella Chiesa ortodossa Saborna crkva dell’Arcangelo Michele (chiesa centrale di Belgrado) in tre giorni di lutto nazionale hanno passato accanto alla bara aperta del Patriarca serbo Pavle, morto a 96 anni, per rendergli l’ultimo omaggio. I funerali svoltisi il 19 novembre hanno visto la presenza di più di seicento mila persone e le delegazioni religiose, politiche ed altre del più alto livello nazionale ed internazionale. Presenti il Patriarca ecumenico di Constantinopoli Bartolomeo, ma anche il Vaticano con il cardinale Soldano. Dopo la Messa centrale davanti il più grande tempio ortodosso attivo nel mondo, la Chiesa di San Sava, il Patriarca ortodosso serbo Pavle è sepolto nel cortile del modesto monastero di Arcangelo Michele di Rakovica in lontana periferia di Belgrado.

Un messaggio di cordoglio è arrivato anche dal papa Benedetto XVI.

Gojko Stojcevic diventato monaco Pavle (Paolo) era una persona molto modesta. Non ha mai usufruito di comodità dovute ad un patriarca, ma si spostava sempre a piedi, si preparava da mangiare anche da solo, quasi sempre le verdure e le mele secche preparate da lui stesso, beveva esclusivamente i succhi di frutta e di pomodoro, riparava da solo i propri vestiti e le scarpe, dormiva in un semplice letto di ferro in una cella di meno di dieci metri quadri nel Patriarcato di Belgrado. Il suo materasso era un sacco riempito di foglie secche di granoturco senza cuscino.

Questo santo vivente ricordava sempre i serbi di non fare i crimini per difendersi dai crimini degli altri: “Seguiamo sempre la strada della giustizia e dell’onestà, della fede e della virtù, dell’umanità e della cavalleria cristiana, senza odio e senza vendetta nei confronti di chiunque, sempre in ginocchia davanti al Dio e mai davanti agli uomini”.

A Butros Gali, quando questi era il segretario generale delle ONU, disse: “Mi auguro da lei e da tutta l’altra gente di buona volontà nel mondo di esaminare la verità da tutte le parti e di fare una giustizia uguale per tutti”.

Purtroppo sappiamo che la giustizia, neanche quella delle ONU, non è uguale per tutti in questo mondo dominato dagli interessi e non dal senso di umanità.

Se l’uomo permette a se stesso di consumare tutta la propria volontà solo per la propria famiglia e per il proprio popolo rimanendo così senza buona volontà per gli altri popoli, è una disgrazia sia per lui sia per il suo popolo” – diceva il Patriarca serbo aggiungendo spesso che “le circostanze non sempre dipendono da noi, però dipende solo da noi se ci comporteremo da uomini o da non-uomini”.

La Chiesa ortodossa serba è l’istituzione nazionale alla quale i serbi credono più che al governo, esercito, polizia, presidente dello stato, ecc. Il Patriarca Pavle era l’unica persona che era apprezzata da tutti senza riguardo alla politica partitica o personale. Ora i serbi perdono un uomo che era uno degli amalgami più forti della nazione e della chiesa stessa.

Come andranno le cose nel futuro non è ancora chiaro perché nel clero serbo-ortodosso ci sono varie correnti. C’è chi vuole riforme e chi non le vuole, c’è chi vede il futuro nell’ecumenismo e nell’avvicinamento ad altre chiese cristiane e c’è chi dice che bisogna allontanarsi dai politici e dai nuovi ricchi… Non sarà facile trovare un nuovo custode del trono di San Sava.

Inoltre molte organizzazioni non governative di stampo atlantista in Serbia spingono la chiesa serba a rinunciare alla storia ed alla tradizione usando i mezzi poco civili e poco democratici mentre dall’altra parte chi è di orientamento nazionale e vede nella Chiesa ortodossa serba uno degli ultimi baluardi di salvezza della dignità nazionale. I politici maggiormente cercano di usare la chiesa solo nelle campagne elettorali e un po’ di questo si è visto purtroppo anche nei giorni di lutto nazionale per la morte del Patriarca quando certi politici coglievano questa triste occasione per farsi avanti e più di tutti il presidente serbo Tadic anche se la sua politica filoatlantista sta in netto contrasto con la politica della Chiesa ortodossa serba e con l’operato del Patriarca.

Tutto quanto stona molto con l’immagine di modestia personale di un uomo santo quale era Pavle, un vero beniamino della nazione serba, un vero uomo santo.

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