Fonte: Strategic Culture Foundation http://en.fondsk.ru/article.php?id=2662, 22.12.2009

L’avvio di un nuovo gasdotto, il 14 dicembre, che collega il Turkmenistan e la Cina, è diventato uno dei momenti chiave nel gioco geopolitico volto ad ottenere nuove rotte per l’esportazione del petrolio e del gas dell’Asia centrale. La cerimonia di apertura del gasdotto ha avuto luogo presso il campo Samandep, in Turkmenistan, e vi hanno partecipato i presidenti Gurbanguly Berdimuhamedov, Islam Karimov (Uzbekistan) e Nursultan Nazarbayev (Kazakistan). Il nuovo gasdotto sarà il primo a consegnare il gas turkmeno (fino a 40 miliardi di metri cubi all’anno) ai mercati esteri, aggirando la Russia. Fino a poco tempo fa, la Russia acquistava la maggior parte del gas turkmeno, ma ora ha in programma di acquistarne quattro volte di meno.
Il nuovo gasdotto dovrebbe fornire alla Cina 150 milioni di metri cubi di gas, ma si raggiungerà la piena capacità nel 2012. Pomperà gas soprattutto dai giacimenti situati sulla riva sinistra del fiume Amu Darya, mentre il restante gas sarà preso dal ricco giacimento di Bagtyyarlyk, su base contrattuale. Il gasdotto ha una lunghezza di circa 6500 km, con 184,5 km sul suolo turkmeno e 490 km, 1300 km e 4500 km in Uzbekistan, Kazakistan e Cina, rispettivamente.
Uzbekistan e Kazakistan, grazie alla loro posizione geografica, sono diventati importanti paesi di transito nel progetto. E poiché l’accordo è stato raggiunto per 30 anni, i paesi dell’Asia centrale e la Cina sono oggi garantiti con le sviluppate infrastrutture di transito del gas.
In particolare, la sezione kazaka del gasdotto è stata avviata prima che il gasdotto stesso fosse stato commissionato. Il 12 dicembre, il presidente cinese Hu Jintao e il suo omologo kazako Nursultan Nazarbayev, hanno partecipato a una cerimonia solenne per il gasdotto Kazakistan-Cina. Secondo fonti del Kazakistan, non solo fornirà gas turkmeno alla Cina, ma migliorerà anche l’approvvigionamento di gas nelle regioni di Zhambyl, Sud-kazakistan e Alma-Ata. Nell’agosto 2007, KazMunaiGazom e la cinese National Petroleum Corporation (CNPC) hanno firmato un accordo da 6,7 miliardi di dollari per costruire il ramo kazako del gasdotto. L’apertura di questa sezione sottolinea il ruolo chiave del Kazakistan quale paese di transito.
L’avvio del gasdotto Turkmenistan-Cina si è svolto nel pieno di una disputa sul gas tra la Russia e il Turkmenistan, causata da un incidente nel gasdotto Asia Centrale-Centro, lo scorso aprile, che ancora non è stato risolto a causa del prezzo del gas turkmeno. In base al contratto, dovrebbe essere 375 dollari per 1.000 metri cubi (per raggiungere il livello europeo). Ma in mezzo a un calo della domanda e dei prezzi del gas in Europa, Gazprom non ha trovato lucroso acquistare gas a tariffe così basse, e quindi ha dovuto chiedere al Turkmenistan prezzi inferiori. In risposta, Ashkhabad ha chiesto che Mosca osservi tutti i termini del contratto e, quindi, è scoppiato il conflitto. Né il presidente Medvedev, né Berdymuhamedov, sono riusciti a comporre le differenze durante i loro incontri, in autunno, a Mosca e Askhabad.
Il 24 novembre, Vedomosti ha riferito, citando ‘fonti della Gazprom’, che nei piani per il 2010-2012 la Russia acquisterà quattro volte meno gas dal Turkmenistan. Il giornale ha fornito delle cifre: nel suddetto periodo di tempo, Gazprom ridurrà le importazioni di due volte: da 66,1 miliardi di metri cubi nel 2008-34 miliardi di metri cubi, nel periodo 2009-2011, a 37,9 miliardi nel 2012. Così, il Turkmenistan sarà in grado di vendere non più di 10,5 miliardi di metri cubi di gas all’anno, che è quattro volte inferiore a quello venduto nel 2007-2008. Allo stesso tempo, la Russia sta comprando più gas dall’Uzbekistan, 14,5 miliardi di metri cubi entro il 2012. Così, l’Uzbekistan spiazzerà il Turkmenistan nel fornire l’80% di tutto il gas dell’Asia Centrale alla Russia.
La Gazprom prevede che, nel 2010, il prezzo del gas turkmeno sarà tra i più bassi del bacino del Caspio. Il prezzo di acquisto per il gas turkmeno è previsto a 222 dollari per 1000 metri cubi, e 230 e 244,5 per il gas kazako e azero. Il gas dell’Uzbekistan sarà il più economico, a 220. Gli esperti pensano che questo prezzo si adatta al Turkmenistan perché, consentendo il transito, sarà di circa 300 dollari. Ma per Gazprom è ancora redditizio comprare il gas dal Turkmenistan, e l’unica ragione per cui la Russia fa così, è la sua intenzione di non lasciare il suo gas, che potrebbe essere utilizzato da gasdotti alternativi, prima di tutto nel progetto Nabucco.
Il Turkmenistan prevede di compensare le perdite nella cooperazione con la Russia, con l’aiuto di Iran e Cina. A parte il gasdotto cinese, la repubblica prevede di aumentare di tre volte le esportazioni verso l’Iran, attraverso il rafforzamento della capacità di transito del gas iraniana, un percorso esistente capace di fino a 14 miliardi di metri cubi all’anno, e anche con l’apertura di un altro gasdotto, a dicembre. Nel 2010 si prevede di fornire all’Iran 6 miliardi di metri cubi di gas, e gli importi potrebbero essere due volte più grandi negli anni successivi. Nel caso in cui Gazprom compri meno gas dal Turkmenistan, l’Iran diverrà il secondo (dopo la Cina) acquirente del gas turkmeno.
Per quanto riguarda la politica dei prezzi, il gasdotto cinese difficilmente sostituirà la cooperazione con la Russia. Se Ashkhabad e Pechino non hanno ancora trovato un accordo sul prezzo finale di esportazione, alcune fonti dicono che sarà di 100-130 dollari per 1000 metri cubi al confine turkmeno-uzbeko, che è almeno due volte inferiore a quello offerto dalla Gazprom. Ovviamente, come monopolista tra gli acquirenti, la Cina può diventare per il Turkmenistan un partner scomodo, come una volta lo era Gazprom. Inoltre, tre anni devono passare, fino a quando il gasdotto raggiungerà la sua piena capacità, nel 2012, e durante questo periodo di tempo, il bilancio turkmeno subirà gravi perdite.
L’avvio del gasdotto cinese può influenzare la realizzazione di altri progetti concorrenti in Turkmenistan, come il gasdotto del Mar Caspio e il Nabucco. Se Gazprom taglierà l’acquisto del gas turkmeno, la costruzione del gasdotto del Mar Caspio sarà inutile. Inoltre, il gasdotto Asia Centrale-Centro, che è stato utilizzato per fornire il gas dal Turkmenistan, rimarrà sottoutilizzato. Tuttavia, l’Occidente è ottimista sul Nabucco. I membri del consorzio pensano  che il conflitto tra Azerbaijan e il Turkmenistan per il petrolio e i giacimenti di gas nel bacino del Mar Caspio sarà concluso, e che ciò permetterà di ricevere almeno 10 miliardi di metri cubi di gas dal Turkmenistan attraverso il progettato gasdotto trans-Mar Caspio.
Quando le posizioni della Russia sul mercato dell’energia dell’Asia centrale si indeboliranno e il Turkmenistan correrà il rischio di perdere un cliente, entrambe le parti ricercheranno un compromesso. Questo è ciò che l’imminente visita del presidente Medvedev, ad Ashkhabad, alla fine di dicembre, ha come unico scopo. I colloqui saranno sicuramente determinanti per il futuro della cooperazione energetica turkmena-russa.


Traduzione di Alessandro Lattanzio

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