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Parola chiave: gas

L'enigma del Qatar: un gigante del gas dalla spada nana

Mi va di raccontare di un enigma, un piccolo paese per superficie, ma dalla attuale enorme capacità di fare danni, che è sorto dal nulla, allo stesso modo in cui petrolio e gas sgorgano dal sottosuolo consegnandogli una malvagia rendita immeritata. Il Qatar è un emirato del Medio Oriente con una superficie di 11427 kmq per 300000 indigeni e un milione di stranieri che hanno uno status poco invidiabile, soprattutto se non sono occidentali. Piccolo produttore di petrolio, è anche il terzo produttore di gas naturale nel mondo, dopo l'Iran e la Russia. Dopo la dominazione dai Persiani per migliaia di anni sul Bahrein, poi gli ottomani o ancora gli inglesi, il Qatar è diventato uno Stato indipendente il 3 settembre 1971.

Ucraina: rischi ed opportunità del progetto South Stream

Il South Stream rappresenta uno dei progetti più interessanti, e allo stesso tempo controversi, tra quelli proposti per incrementare la sicurezza energetica europea. Gli interessi in gioco, politici ed economici, sono vastissimi e non tutti facilmente ricomponibili.

L'agenda geopolitica di Wikileaks ed il South Stream

Nei mesi scorsi la battaglia tra Nabucco e South Stream ha assunto le dimensioni delle vecchie contese energetiche tra USA e URSS, che infuriavano in Europa Occidentale durante l'era di Reagan. In gioco c'è molto più che gl'introiti finanziari derivanti dalla vendita di gas o dalla costruzione delle condotte. È coinvolto il nocciolo stesso del futuro dell'Europa Occidentale, ed il futuro della geopolitica eurasiatica.

Europa e Russia: gas-Ostpolitik

Nella partita del gas ci sono diversi attori e schieramenti. Sembrano essere poche le strategie di massima e molte le iniziative bilaterali o multiple. Poche le converge e molte le divergenze. Particolarmente indicativa è la situazione in Europa.

L'Iran sfida le sanzioni con i gasdotti

Tre giorni dopo che il Consiglio di Sicurezza dell'ONU ha imposto le nuove sanzioni, su pressione Usa, contro l'Iran per il suo programma nucleare, Teheran ha firmato un accordo da 7 miliardi di dollari per il gasdotto con il Pakistan.

Russia, Turchia e il Grande Gioco: cambio di schieramento

La visita del mese scorso del presidente russo Dimitri Medvedev in Turchia mostra che Turchia e Russia stanno rapidamente sviluppando stretti rapporti economici e politici.

Il vertice delle pipelines vuote

Si sta facendo sempre più difficile l’approvvigionamento energetico che bypassa la Russia, mentre la risorse di base disponibili per alimentare il quarto corridoio di transito dell’energia, sono in rapida diminuzione. Il vertice sull’energia tenutosi a Batumi, in Georgia, il 14-15 gennaio, è stato declassato sin dall’inizio al livello di un forum ordinario.

Il vertice delle pipelines vuote

Si sta facendo sempre più difficile l'approvvigionamento energetico che bypassa la Russia, mentre la risorse di base disponibili per alimentare il quarto corridoio di transito dell’energia, sono in rapida diminuzione. Il vertice sull'energia tenutosi a Batumi, in Georgia, il 14-15 gennaio, è stato declassato sin dall'inizio al livello di un forum ordinario.

Geopolitica delle Pipeline: La Grande Svolta. Russia, Cina, Iran ridisegnano la mappa dell'energia

Il 2009 si è rivelato un anno molto importante per la "guerra energetica". L'oleodotto inaugurato dal presidente cinese Hu Jintao il 14 dicembre; il terminale petrolifero nei pressi della città portuale di Nakhodka, nell’estremo oriente della Russia, inaugurato dal Primo Ministro Vladimir Putin, il 27 dicembre (che sarà alimentato dal gigantesco oleodotto da 22 miliardi di dollari, che parte dai nuovi giacimenti nella Siberia orientale, e va verso i mercati della Cina e dell'Asia-Pacifico); e il gasdotto iraniano inaugurato da Ahmadinejad il 6 gennaio, praticamente ridisegnano la mappa energetica dell'Eurasia e del Mar Caspio. L'anno 2010 inizia con una nuova nota affascinante: sapranno la Russia, la Cina e l'Iran coordinare le mosse future, o almeno ad armonizzare i loro interessi in gioco?

Per il momento la guerra del gas è rimandata

La questione del gas è rimasta in sospeso e sembra sia stata solo temporaneamente rimandata. Infatti, i problemi economici e politici di Kiev sono tutt’altro che risolti. E la classe dirigente ucraina è al momento incapace di dare qualsiasi garanzia sulla tenuta istituzionale e finanziaria del paese, troppo presa com’è dalla propria competizione elettorale.
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