Il governo di Pechino ha lanciato un appello alla prudenza ai cinesi che lavorano in Algeria e nell’Africa settentrionale, all’indomani delle minacce arrivate dall’organizzazione al Qaida nel Maghreb islamico contro gli interessi cinesi in Africa per ritorsione agli scontri scoppiati nei giorni scorsi nella regione dello Xinjiang.

Nella sola Algeria lavorano almeno 50.000 cinesi. “L’Ambasciata cinese in Algeria chiede in particolare alle imprese cinesi e al loro personale di prestare maggiore attenzione alla propria sicurezza e a rafforzare le misure di sicurezza”, si legge in un comunicato diffuso dalla sede diplomatica. Secondo il rapporto redatto dalla società di analisi del rischio terrorismo Stirling Assynt, al Qaida nel Maghreb islamico ha minacciato di colpire gli interessi cinesi in Africa settentrionale per vendicare i musulmani dello Xinjiang. Negli scontri dei giorni scorsi sono rimaste uccise almeno 184 persone.

“Questa minaccia deve essere presa in seria considerazione”, ha detto la società, ricordando l’agguato teso solo tre settimane fa alle forze di sicurezza algerine che scortavano ingegneri cinesi. Nell’attacco sono rimasti uccisi 24 algerini. “Nei prossimi attacchi è probabile che siano presi di mira gli uomini della scorta come gli ingegneri cinesi”, ha aggiunto il gruppo. La Cina ha più volte accusato la comunità uiguri di legami con al Qaida, ma è la prima volta che l’organizzazione minaccia direttamente Pechino.


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