L’Argentina nel corso della sua storia ha sperimentato diversi modelli di sviluppo economico. Inizialmente fu quello agro-esportatore che, vincolato agli scambi con l’Inghilterra ed al commercio internazionale, andò in crisi negli anni ’30. Si tentò allora un’industrializzazione sostitutiva, prima sotto la guida peronista e poi sotto quella radicale, inframmezzate però da colpi di Stato militari. Negli anni ’70 anche questo modello fu accantonato per una politica neoliberista ortodossa, condotta prima dai militari e poi da Menem, i cui effetti furono però disastrosi economicamente e socialmente. L’Argentina ha pagato duramente questo fallimento all’inizio del nuovo millennio, ma sotto la gestione di Duhalde prima e di Nestor Kirchner poi, è riuscita a riprendersi. Davanti a sé si aprono ora due possibili strade: adottare un modello agro-industriale, che rischierebbe però di trasformare l’Argentina in una mono-cultura di soia da esportazione (con conseguente “malattia olandese”), oppure uno industriale diversificato, che beneficerebbe l’intera popolazione. Ma perché questa seconda via di sviluppo abbia successo, è necessaria una forte integrazione nel MERCOSUR e una solida alleanza col Brasile.

Titolo: Più di una semplice “impasse”. Modelli in contrasto, visioni geopolitiche, MERCOSUR
Autori: Alberto J. Sosa e Cristina Dirié
Numero rapporto: 2
Data di pubblicazione: 11 ottobre 2009 (ed. originale del maggio 2009)
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