Questo articolo è una mera riflessione sui rapporti instabili tra la Turchia e la Siria. Benchè di gran lunga migliorati negli ultimi anni grazie agli accordi economici e commerciali, sono completamente rifranati alla luce della Primavera Araba. Riesaminandoli mi sono chiesta, alla stregua di ogni cittadino turco d’oggi, se fosse ipotizzabile o ragionevole un eventuale intervento militare in Siria.

Mentre migliaia di profughi continuano a riversarsi nei campi di Yayladağı e Altınőzű, allestiti dalla Croce Rossa turca nella provincia di Hatay, la Turchia vaglia, dubbiosa e tentennante, la possibilita’ di un intervento militare.

La Siria, al confine nord, incontra lungo tutta la sua estensione la Turchia, che ha assistito alle vicende dello stato limitrofo con profonda perplessità. Storicamente le province di Damasco e Aleppo, per via della loro posizione geografica cosi distante, sono state culturalmente piu’ vicine, taluna al mondo arabo, talaltra all’ ottomano e di conseguenza, i rapporti tra i due Stati hanno vissuto una relazione altalenante a partire dal secondo dopoguerra, sia per la controversia dell’acqua che per quella del PKK.

A proposito dell’inimicizia dovuta al problema delle scarse risorse idriche, Vandana Shiva, nel suo saggio Le guerre dell’acqua (1), marca il problema idrico come orgine dei conflitti tra Turchia, Siria e Iraq, che si intreccia con quello kurdo per l’ utilizzo delle acque del Tigri e dell’Eufrate. Nel 1998 il capo di Stato maggiore turco ha annunciato uno ‘stato di guerra non dichiarata’ con la Siria (2). La volonta’ della Turchia di costruire la diga di Ilisu, secondo un membro della polizia di Stato: ‘significa potere – chi possiede l’acqua ha il potere’ (3). E’ innegabile quindi, che esistano dissidi tra Turchia e Siria (e Iraq), per quella che viene definita dagli studiosi una ‘idro- jihad’.

E se é vero che il tempo porta consiglio, i vecchi rancori tra i due Stati, potrebbero apparire ai nostri giorni mitigati e stemperati e, ci sarebbe da chiedersi, quali sono gli interessi della Turchia per un possibile intervento in un momento tanto delicato nella storia della Siria? E’ questa una risoluzione avverabile?

Un articolo di Erica Aiazzi del gennaio 2011, pubblicato sul sito della rivista di studi geopolitici Eurasia, mette in rilievo l’avvicinamento tra Turchia e Siria. Quest’ultima, alla fine della guerra fredda, aveva abbandonato il ruolo di satellite russo e trovato nell’Iran e nella Turchia dei forti alleati. In piu’ la
Turchia, opponendosi nel 2003 al transito delle truppe americane per la guerra in Iraq, ha guadagnato la stima e la credibilita’ degli Assad. Scrive Erica Aiazzi : “Sullo sfondo di questi cambiamenti generali, i due paesi hanno stipulato numerosi accordi di natura economica, hanno abolito reciprocamente i visti d’ingresso e, come dimostra il recente meeting, continuano sulla strada della cooperazione militare” (4).

Sul piano economico e delle relazioni commerciali infatti, come riporta il sito ufficiale del Ministero degli Affari Esteri turco, la Turchia investe in vari settori dell’economia siriana. In un quadro normativo, l’accordo commerciale, il protocollo sulla cooperazione economica, l’accordo per l’impedimento della doppia tassazione, quello sulla mutua promozione e protezione degli investimenti e l’accordo di libero scambio, costituiscono il fondamento giuridico delle relazioni economiche e commerciali bilaterali turco-siriane.(5)

E perché la Turchia dovrebbe intervenire militarmente in uno Stato con il quale, il volume dei suoi scambi, ha superato i 2,2 miliardi di dollari nei primi 11 mesi del 2010 e che prevede di arrivare ad un target di 5 miliardi (6) in breve tempo?

In più, come protagonista euroasiatica dell’ hub energetico, la Turchia ha avviato la costruzione di un gasdotto che si snoda tra la citta’ turca di Kilis ed Aleppo (7).

L’ago della bilancia si sposta a favore nel non intervento turco in Siria, inseguendo il tanto discusso motto ‘zero problems with neighbors’, proposto dall’architetto della nuova strategia politica turca, Ahmet Davutoğlu, ma ideato, secondo alcuni, dallo stesso M. Kemal Atatürk.

Bisogna accettare pero’ che questo slogan si sarebbe poi convertito –secondo un articolo della stampa italiana datato 15 marzo 2012 – da “zero problems with neighbors’ in ‘zero vicini senza problemi’(8) proprio da quando Erdoğan ha preso coscienza dell’acuirsi della politica repressiva siriana, giungendo allo sgretolamento di quella che era stata definita da Damasco una ‘rinnovata fratellanza’ (9).

Percio’, sebbene in passato i rapporti tra i due Stati siano stati abbastanza ‘dovish’, non si puo’ sottovalutare l’attuale clima di tensione esistente, da quando, lo scorso 9 gennaio, il Ministro della difesa siriano Daoud Rajha ha visitato le navi russe a Tartous, la sola base russa del Mediterraneo. Il generale Rijha, accolto a bordo della portaerei Kuznetsov (10), ha lodato le storiche relazioni siro-russe, basate sul rispetto e la mutua cooperazione.

In questo clima di apprensione, con la Russia pronta a procedere, qualora la Turchia decidesse di adoperarsi per un intervento in Siria a favore dell’opposizione sunnita ad al-Assad, lo farebbe solo sotto l’ombrello riparatore della Nato, lasciandoci assistere forse, all’ennesimo fiasco e allontanamento della teoria kantiana dalla ‘pace perpetua’.

Veronica Musardo, Master biennale in IR and Political Science all’Università Yeditepe di Istanbul


NOTE:
1 Vandana Shiva, Le guerre dell’acqua, Feltrinelli Editore, Milano 2003, pp. 83-84 (Original Title: Water Wars: Privatization, Pollution and Profit, South End Press, Cambridge USA 2002)
2 Cit. in Ibid., p.84
3 Cit. in Ibid.
4 Erica Aiazzi, Cooperazione militare turco-siriana, “Eurasia, Rivista di studi geopolitici”, www.eurasia-rivista.org
5 Ministry of Foreign Affair, Republic of Turkey (Official Website):Turkye- Syria economic and trade relations, www.mfa.gov.tr
6 Ibid.
7 Laura Canali, 3. Lo snodo energetico turco, “Limes, rivista italiana di geopolitica”, Le carte a colori di Limes 4/2010, http://temi.repubblica.it/limes/la-turchia-energetica/14840
8 Valeria Giannotta, La dottrina turca di ‘Zero vicini senza problemi’, “Post internazionale, settimanale di politica internazionale”, www.thepostinternazionale.it
9 Ibid.
10 Siria /Ministro difesa siriano visita navi russe a Tartous, Agenzia giornalistica multicanale, TMNews, www.tmnews.it

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