Rick Rozoff, Global Research


Il 3 aprile, la segretaria di Stato Hillary Clinton ha affrontato solo la questione del comando dell’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico negli Stati Uniti, l’Allied Command Transformation e il World Affairs Council della Greater Hampton Roads, entrambi a Norfolk, Virginia, sullo sfondo dell’annuale Festival della NATO di Norfolk. Lo stesso giorno, cioè il giorno prima del 63° anniversario della fondazione della NATO, ha anche parlato al Virginia Military Institute di Lexington.

Il primo, conosciuto con il suo acronimo ACT, è il successore del Comando alleato dell’Atlantico del periodo della Guerra Fredda, e fu creato quale una delle tante iniziative post-11 settembre 2001 di George W. Bush e dell’allora segretario alla difesa Donald Rumsfeld. Gli alleati di Washington nella NATO, hanno diligentemente ratificato la decisione della sua creazione, in occasione del vertice del blocco militare a Praga, nella Repubblica Ceca, del 2002.

I tre siti scelti per la sua giornata piena di discorsi circa il ruolo unico degli Stati Uniti nel mondo, come alto argomento della diplomazia del paese, erano più adatti a un segretario alla difesa della nazione; la differenza tra i segretari di Stato e alla Difesa, e su questo argomento del triumvirato del Comitato per le forze armate del Senato statunitense, John McCain, Joseph Lieberman e Lindsey Graham, diventano sempre più esigue; salvo che il primo e il terzo pianificano le guerre e il secondo le attua.

L’indirizzo di Clinton presso la sede ACT è stato breve e superficiale, ma alla Conferenza del World Affairs Council 2012 della NATO, era notevolmente più approfondito e rivelatore. Ha sottolineato la continuità e lo sviluppo tra l’ultimo vertice della NATO a Lisbona, alla fine del 2010, e quello prossimo a Chicago di maggio. Il suo primo punto è l’ormai ultradecennale guerra in Afghanistan (e Pakistan), la prima guerra della NATO in Asia e la sua prima guerra terrestre, e la guerra più lunga nella storia degli Stati Uniti.

Mentre obbligatoriamente parla della fine della missione, tra due anni da oggi, ha anche indicato che il Pentagono e i suoi alleati della NATO non intenderanno mai lasciare totalmente il paese sotto assedio: “A Chicago, discuteremo la forma che il rapporto duraturo della NATO con l’Afghanistan prenderà. Speriamo anche che, nel momento in cui ci incontreremo a Chicago, gli Stati Uniti abbiano concluso i negoziati con l’Afghanistan su una partnership strategica a lungo termine tra le nostre due nazioni”.

Senza delineare la questione in ogni dettaglio, ciò a cui stava alludendo era che gli Stati Uniti manterranno tre principali basi aeree strategiche: Bagram, presso la capitale della nazione; Shindand, vicino al confine iraniano, e nei pressi della capitale della provincia di Kandahar, vicino al confine con il Pakistan. Le basi aeree saranno anche in grado di monitorare Asia centrale, Russia e Cina.

La NATO, che costruisce da zero un esercito e un’aviazione afgani interoperabili con l’Alleanza, sotto l’egida della NATO Training Mission-Afghanistan, non lascerà mai totalmente il paese. Clinton ha parlato in maniera blanda, con lo stile stereotipato e auto-elogiativo tipico di queste occasioni, sorvolando del tutto sui crescenti attacchi dei soldati afghani contro i loro omologhi della NATO, sul massacro di Kandahar dell’11 marzo, e sull’attacco mortale della NATO ad un avamposto pakistano, lo scorso novembre, con la conseguente chiusura delle vie di approvvigionamento della NATO nel paese. A suo parere, nulla di sbagliato è stato fatto in Afghanistan; tranne che la guerra di controinsurrezione avrebbe dovuto essere condotta con maggiore intensità l’anno prima. Nel 2004, mentre era senatrice di New York, chiese che le truppe statunitensi in Afghanistan fossero quintuplicate, passando dagli allora 12000 a 60000. Come segretario di Stato ha supportato la realizzazione di questo obiettivo, aggiungendone 40000 per buona misura. I due altri punti affrontati nel suo discorso alla Conferenza del World Affairs Council 2012 della NATO, erano “aggiornare le capacità della NATO nella difesa del 21esimo secolo” e “cementare ed espandere le nostre partnership globali”. I tre punti sono stati identificati come “gli obiettivi di Chicago.”

In termini di espansione delle capacità militari globali della NATO, sono in linea con il nuovo Concetto Strategico adottato al vertice scorso, evidenziando le preoccupazioni per gli sviluppi in Nord Africa e nel Medio Oriente, con particolare riferimento alla Siria, affermando e minacciando con tutta la presunzione dovuta: “i Siriani subiscono un assalto orribile da un dittatore brutale. La fine della storia non è ancora stata scritta.”

Per quanto riguarda il ruolo della NATO, ha aggiunto: “L’Europa è il partner di prima istanza degli USA. Stiamo cooperando nel Medio Oriente e in Nord Africa, in Afghanistan, e raggiungiamo le potenze e le regioni emergenti, come le nazioni dell’Asia-Pacifico. “Dove il Pentagono sostiene l’Alleanza in modo sicuro.”

Per dimostrarlo, Washington e i suoi alleati della NATO hanno dichiarato “Collaboriamo su un nuovo sistema di sorveglianza del territorio dell’Alleanza, che utilizza i droni per fornire informazioni, sorveglianza, ricognizione e informazioni cruciali alle nostre forze.” E “a Chicago decideremo come utilizzare questo sistema come un hub per le operazioni congiunte”.

Come esempio inquietante del servilismo della NATO ai piani militari globali degli Stati Uniti, ha anche detto: “A Lisbona … abbiamo deciso di implementare un sistema di difesa missilistico per fornire copertura e protezione completa al territorio, alla popolazione e alle forze europei della NATO… A Chicago, cercheremo di promuovere questo obiettivo, sviluppando i nostri piani per la NATO esercitando il comando e il controllo delle attività di difesa missilistica.” La NATO è ora il principale partner nel sistema di intercettazione globale anti-missile di Washington.

L’ormai ottennale operazione di pattugliamento aereo della NATO su Estonia, Lettonia e Lituania, nel Mar Baltico – tutti confinanti con la Russia – attuata a rotazione dagli aerei da guerra occidentali, tra cui quelli statunitensi, non è stata tralasciata, poiché a Chicago “si metterà in evidenza la decisione della NATO di estendere il programma Baltic Air Policing…”

Riconoscendo tardivamente che lo scopo principale della guerra della NATO in Afghanistan è costruire un corpo di spedizione militare internazionale integrato, con 50 nazioni che contribuiscono con soldati, attrezzature, artiglieria e aerei alla forza internazionale di supporto alla sicurezza della NATO, per future guerre, Clinton ha detto che il vertice di Chicago migliorerà “l’impegno degli alleati alle esercitazioni congiunte e ai programmi di formazione, che approfondiscono la collaborazione che abbiamo sviluppato con il nostro lavoro comune in Afghanistan.”

Facendo seguito al secondo e terzo punto, ha dichiarato: “Più di 20 paesi non membri della NATO stanno fornendo truppe e risorse in Afghanistan. Altrove, lavoriamo con partner non membri della NATO per combattere la pirateria, contro l’estremismo, per mantenere la pace in Kosovo. E quando la NATO ha agito per far rispettare le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, nella protezione dei civili in Libia, lo ha fatto di pari passo con dei partner non membri della NATO, provenienti da Europa e Medio Oriente”.

Dopo le guerre in tre continenti – Jugoslavia, Afghanistan e Libia – e le operazioni navali permanenti nel Mar Mediterraneo e nel Mare Arabico, Clinton prevede che il vertice di Chicago permetterà di consolidare ed espandere il ruolo dell’unico blocco militare nel mondo come forza globale interventista: “A Chicago costruiremo questi partenariati, come promesso. Riconosceremo i contributi operativi, finanziari e politici dei nostri partner, in una serie di sforzi per difendere i nostri valori comuni nei Balcani, Afghanistan, Medio Oriente e Nord Africa.”

Riferendosi a George Marshall, che ha generosamente lodato più volte nel corso della sua lunga giornata in Virginia, Clinton ha promesso “faremo ancora una volta la scommessa giusta, una scommessa sulla leadership e la forza americana, proprio come abbiamo fatto nel 20° secolo, per questo secolo e oltre.”

La NATO è stata costituita 63 anni fa, apparentemente come un contrappeso all’Unione Sovietica in Europa centrale; 21 anni dopo la scomparsa dell’URSS, l’unica superpotenza militare del mondo e la sua segretaria di Stato, ne promettono la continuazione e l’espansione nel 22° secolo. E oltre.

FONTE: http://globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=30301

Traduzione di Alessandro Lattanzio
http://sitoaurora.altervista.org/home.htm
http://aurorasito.wordpress.com


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