Un gruppo terroristico armato ha fatto esplodere, nella mattina di ieri, con un ordigno controllato a distanza, un autobus per militari vicino a Sahnaya, alla periferia di Damasco, causando la morte di sei militari, fra cui due ufficiali tenenti, e ferendone altri sei.
Un generale e un membro delle forze dell’ordine sono rimasti feriti ieri nell’esplosione di due ordigni collocati da un altro gruppo terroristico lungo la strada Balyon-Kamsafra, nella provincia di Idleb, e fatti esplodere con un controllo a distanza.

Rietra nel piano di eliminazione dei quadri tecnici e scientifici del Paese l’uccisione ad Homs, da parte dei terroristi, dell’ingegnere agricolo Amal Isa, impiegata presso la Direzione dell’Agricoltura della città.

Il direttore della scuola superiore di Jasim, in provincia di Daraa, Nayf Al Danyfat, ha negato quanto diffuso dal canale Al Jazeera, secondo cui la scuola era stata presa d’assalto dalle forze di sicurezza e due persone erano state uccise.

Si chiariscono di giorno in giorno le prove circa la natura dei gruppi terroristici armati e delle organizzazioni salafite ad essi legate, sostenuti dai Paesi arabi e occidentali che cospirano contro il popolo siriano e che fanno arrivare nel territorio siriano diversi tipi di armi, mezzi di vandalismo e assassini.
Alcuni giorni dopo la scoperta dei rapporti di intelligence circa il reclutamento e l’addestramento di mercenari e terroristi da parte di Stati Uniti, Francia e Isralele, fra cui capi di milizie di delinquenti e prigionieri criminali arabi e stranieri, in campi di addestramento in Turchia e Libano, con finanziamenti dal Qatar, il giornale libanese Al Diyar ha diffuso la notizia secondo cui un ufficiale iracheno, che faceva parte della delegazione di osservatori della Lega Araba, ha accertato la presenza di mercenari, terroristi e persone con precedenti penali provenienti dall’estero, che portano avanti azioni di violenza e terrorismo in Siria.
Queste informazioni si aggiungono alle numerose prove che assicurano che l’esercito siriano e le autorità competenti stanno fronteggiando gruppi terroristici di diverse nazionalità e addestrati all’estero. Più di una volta funzionari libanesi hanno confermato l’infiltrazione di membri di Al Qaeda in Siria attraverso i confini con il Libano.
La cospirazione arabo-occidentale contro la Siria non si limita a far entrare nel Paese terroristi e sicari provenienti dall’Afghanistan e dall’Iraq, ma si estende anche all’ingresso di armi fabbricate dall’entità israeliana, i cui funzionari ritengono che il cambiamento di regime in Siria favorirebbe gli interessi strategici di Israele e aiuterebbe ad eliminare la Siria dall’asse della resistenza senza doversi sporcare le mani, il che spiegherebbe l’armamento, da parte di tale entità canaglia, dei gruppi terroristici armati. Ciò è stato confermato in diverse occasioni, in cui le autorità competenti hanno sequestrato armi di fabbricazione israeliana nei covi di organizzazioni terroristiche ad Homs, Hama, Idlib, Duma e in altre zone.

Una troupe di giornalisti inglesi, spagnoli e norvegesi ha visitato diverse zone della città di Daraa, rendendosi conto di come la vita proceda nella città. Il gruppo, composto da cinque persone del “Times” inglese, della televisione basca e del giornale “ABC” spagnoli e della televisione norvegese TV2, hanno incontrato il governatore di Daraa, Mohammad Khaled al-Hanous, che ha spiegato la situazione, sottolineando come le agende straniere abbiano sfruttato quanto accaduto nella città, in cui sono stati sabotati molti uffici pubblici, la maggior parte delle stazioni della polizia sono state assaltate e incendiate e sono state prese di mira le forze dell’ordine e l’esercito.
La troupe ha potuto visitare il palazzo di Giustizia, incendiato il 20 marzo scorso, e la sede della radio e televisione, assaltata e incendiata l’8 aprile scorso, oltre alla moschea Al Omary, nella città di Daraa, facendo un giro nei mercati cittadini e incontrando la popolazione.

Fonte: Ambasciata di Siria a Roma.

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