AFP 28 novembre 2009 – Il presidente Asif Ali Zardari ha ceduto il controllo dell’arsenale nucleare del Pakistan, nel tentativo di respingere le pressioni che minacciano di indebolire il suo potere e complicare ulteriormente la guerra contro i taliban. Zardari ha preso la decisione con una amnistia che protegge lui e i collaboratori chiave dai casi di corruzione decaduti, e che rischiano di gettare il paese nella crisi politica, mentre si lotta per contenere l’insurrezione dei taliban nel nord-ovest. La Presidenza ha annunciato che il controllo del National Command Authority, che gli analisti hanno confermato essere responsabile per le armi nucleari, ora è stato assegnato al primo ministro Yousuf Raza Gilani.

Il presidente mi ha consegnato il suo potere per quanto riguarda il comando nazionale e l’autorità di controllo ed ha emesso un’ordinanza,” ha detto Gilani ai giornalisti.

Islamabad all’inizio di questo mese ha respinto una relazione nella rivista The New Yorker, che ha sollevato dei timori sul sequestro, da parte dei militanti islamisti, delle armi nucleari del Pakistan, e ha suggerito che gli Stati Uniti dessero una mano per proteggere l’arsenale. Gli analisti dicono che Zardari può solo sperare di sopravvivere all’impopolarità crescente all’interno del suo partito, e un rapporto ha riferito di tensioni con l’esercito, per aver fatto la promessa elettorale di devolvere maggiori poteri al Parlamento. Il predecessore di Zardari, Pervez Musharraf, manteneva lo stato di emergenza nel 2007, con l’introduzione dell’emendamento 17 alla Costituzione, che conferisce al Presidente il potere di sciogliere il parlamento e il licenziamento del primo ministro. “Stiamo andando nella giusta direzione. Non vi è alcun pericolo per la democrazia e per l’attuale governo“, ha detto Gilani, membro del Partito del popolo pakistano (PPP), ma che si ritiene goda di relazioni più strette con i militari. “Lui crede nell’equilibrio di potere tra la presidenza e il parlamento, e si è impegnato ad annullare l’emendamento 17“, ha aggiunto.

Zardari è al minimo della popolarità, mentre il Pakistan lotta contro i taliban, la recessione e lo stallo sulle riforme. Ha trascorso diversi anni in carcere per corruzione ed è ancora soprannominato “signor Dieci Percento“, a causa della sua reputazione nel chiedere tangenti. Il portavoce presidenziale Farhatullah Babar, ha salutato il trasferimento della National Command Authority, come “un gigantesco balzo in avanti nel legittimare il parlamento eletto e il primo ministro”. Ma gli avvocati hanno detto che è solo una mossa di facciata. “Il presidente vuole dare l’impressione che lui rafforza il suo primo ministro. Questo trasferimento è fondamentalmente cosmetico“, ha detto l’avvocato Akram Sheikh.

Il presidente, secondo i media, avrebbe detto che avrebbe revocato l’emendamento a dicembre. L’amnistia, per la corruzione passata, emessa da Musharraf nel 2007, noto come Decreto di riconciliazione nazionale, o NRO, è scaduto quando il Pakistan ha celebrato il primo giorno della festa musulmana del sacrificio, Eid al-Adha. Aveva annullato le accuse contro Zardari, e sua moglie ed ex-primo ministro Benazir Bhutto, che è stata assassinata due mesi dopo, ed altri politici, con un apparente gesto di riconciliazione politica. Il PPP ha continuato a vincere le elezioni nel 2008, ripristinando il potere civile in un paese governato per la maggior parte della sua esistenza dall’esercito. Ma il governo oggi è visto come troppo debole per ottenere una proroga del NRO in Parlamento, e in attesa di un altro decreto, la fine del condono consente di adire delle cause contro i beneficiari e le condanne potrebbero essere ripristinate.

Sebbene non vi sia alcun rischio immediato contro Zardari, che gode di immunità come presidente, gli oppositori dicono che il giudice supremo potrebbe ancora dichiarare illegale la sua elezione. Più di 8.000 persone hanno beneficiato del condono, collegato a 3.478 casi, che vanno dall’omicidio, all’appropriazione indebita, all’abuso di potere e all’emissione di falsi prestiti bancari per milioni di dollari. Il ministro dell’Interno Rehman Malik e il ministro della Difesa Ahmed Mukhtar sono tra i 30 uomini politici che ne sono stati beneficiati.

L’analista Talat Masood ha detto che tali controversie potrebbero distogliere l’attenzione dalla lotta contro i Taliban e Al-Qaida, i cui attacchi con le bombe hanno ucciso oltre 2.550 persone negli ultimi 29 mesi. “E influenzerà la campagna contro i ribelli. L’opposizione e le altre forze continueranno a fare pressione sul governo per uscirne. Zardari dovrà cedere i suoi poteri, per essere in grado di sopravvivere“, ha detto.

Traduzione di Alessandro Lattanzio
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