Intervista a cura della redazione di “Eurasia”.

 

D: Il 14 novembre si è concluso il diciottesimo congresso del PCC. Quale la Sua impressione sulla nuova dirigenza cinese?

R: Ascoltando il discorso di insediamento del sig. Xi Jinping, nuovo segretario generale del Partito e presidente della commissione militare centrale della Cina, sono stato colpito soprattutto da tre cose. Primo: il linguaggio usato dal signor Xi Jinping è un linguaggio sciolto e molto vicino al linguaggio usato dalla gente comune nella vita quotidiana e quindi lontano dal gergo politico tradizionale. Secondo: il sig. Xi ha dimostrato il suo stile pragmatico e la volontà di essere vicino ai cittadini, dicendo che i cinesi amano la vita e desiderano avere un’educazione migliore, un lavoro stabile, un reddito dignitoso, una previdenza sociale affidabile, un servizio sanitario migliore, un’abitazione migliore e un ambiente migliore. I cittadini non vedono l’ora di lasciare ai propri figli migliori condizioni di vita e di lavoro. Il signor Xi Jinping ha sottolineato che l’obiettivo del suo impegno è di realizzare l’aspettativa della gente, quella di avere un futuro migliore. Terzo: la determinazione del PCC di combattere contro la corruzione. Il signor Xi ha sottolineato che nel nuovo contesto storico il Partito deve affrontare tante sfide e tante esigenze. Soprattutto bisogna dedicare maggior vigilanza alla corruzione e alla burocrazia; al riguardo, bisogna essere risoluti il più possibile.

D: I nuovi dirigenti cinesi conoscono già l’Italia?

R: Certamente sì. Nel giugno del 2011, il signor Xi ha visitato l’Italia ed ha presenziato alla cerimonia per il centocinquantesimo anniversario dell’unità dell’Italia. Il primo aprile di quest’anno, durante la visita del presidente Mario Monti in Cina, il signor Li ha avuto un fruttuoso incontro con il presidente Monti. Ma anche altri – per esempio il signor Zhang Dejiang, Yu Zhengsheng, Wang Qishan ecc. – hanno o visitato l’Italia in veste di governatori di varie regioni cinesi o hanno ricevuto in Cina politici e imprenditori italiani.

D: La nuova dirigenza cinese ha ricevuto una grande eredità dalla generazione precedente. Nei 10 anni passati, l’economia cinese è aumentata di una volta e mezzo; la sua posizione nella classifica mondiale è passata dal sesto posto al secondo. Il pil pro capite è cresciuto quasi 5 volte da 1135 dollari ai 5432 dollari annui, ecc. Quale sarà l’orientamento e l’approccio della nuova dirigenza per lo sviluppo del Paese?

R: Nel sistema politico cinese, il congresso del Partito ci aiuta molto a capire il quadro di sviluppo della Cina nei prossimi 5 o 10 anni. Penso che ci siano sei elementi più importanti in cui la nuova dirigenza vorrà persistere. Primo: la Cina proseguirà con determinazione la strada del socialismo con carattere cinese, il quale è il frutto delle esperienze nel corso dei decenni dopo numerose ricerche, sperimentazione e pratica. I fatti concreti hanno testimoniato che questa è la strada più adatta alla realtà cinese, la strada più favorevole allo sviluppo economico e sociale della Cina.

Secondo: il congresso ha affermato il principio dello sviluppo scientifico sostenibile come la direttiva del paese. In passato, l’economia cinese ha assegnatio un’eccessiva importanza all’aumento del pil e ha rivolto più attenzione alla velocità che all’efficacia; l’economia cinese è stata dipendente più dalla domanda esterna che da quella interna ed è stata trainata più dall’investimento che dal consumo; il governo si è interessato più all’accumulo della ricchezza nazionale che alle spese per migliorare le provvidenze sociali. Il Congresso ha affermanto il concetto dello sviluppo scientifico come orientamento dell’amministrazione del paese. L’obiettivo finale si basa sugli interessi dei cittadini: ottenere uno sviluppo compressivo, coordinato, equilibrato e sostenible. Con questo principio, la filosofia cinese dello sviluppo e dell’amministrazione del Paese ha conosciuto un grande cambiamento.

Terzo: dare maggior rilievo all’ecologia ed alla tutela dell’ambiente. La priorità dello sviluppo del Paese ha portato l’ecologia allo stesso livello dell’economia, della politica, della cultura e della società. In questo quadro, caratterizzato dalle cinque priorità, vogliamo trasformare la Cina in un Paese affascinante e vogliamo realizzare lo sviluppo sostenibile della nostra nazione.

Quarto: il congresso ha promesso di arrichire la popolazione e realizzare una società cinese benestante entro il 2020; si è proposto l’obiettivo di raddoppiare sia il pil sia il reddito dei cittadini entro il 2020 rispetto al 2010.

Quinto: promuovere la riforma del sistema politico del paese e diffondere la democrazia nella società. Con i passi positivi e consistenti della riforma politica, sviluppare una vasta, piena e sana democrazia del popolo. Con la riforma amministrativa, diminuire i costi e aumentare l’efficienza del governo.

Sesto: razionalizzare la distribuzione della ricchezza nazionale e diminuire il divario dei redditi. Attraverso la ridistribuzione imparziale della ricchezza, rendere beneficiario l’intero popolo del frutto ottenuto nello sviluppo del Paese e realizzare il benessere comune della Cina. Il congresso ha affermato di voler costuire il sistema di previdenza sociale con i principi di imparzialità dei diritti, imparzialità delle opportunità e imparzialità delle regole, che sono fondamentali per la realizzazione dell’armonia nella socità.

D: Qual è la politica estera cinese sotto la nuova dirigenza?

R: La Cina come grande Paese giocherà il ruolo costruttivo e responsabile nella società internazionale. Sotto la guida della nuova dirigenza, la Cina proseguirà i tre orientamenti negli affari esteri. Primo: il principio di apertura, cooperazione e integrazione. Nel tempo attuale, il rapporto tra la Cina e il mondo estero ha conosciuto un cambiamento storico, l’interazione tra la Cina e il mondo è irrinunciabile. Secondo: l’atteggiamento e l’approccio di imparzialità, il mutuo vantaggio e l’interesse comune.La Cina svilupperà i suoi rapporti con i paesi stranieri, accantonando la differenza ideologica e politica e senza la mentalità caratteristica dell’era della guerra fredda. Terzo: proseguire nella politica estera pacifica e indipendente. Nel continuare il cammino proprio dello sviluppo del Paese, la Cina continuerà a contribuire alla pace del mondo.

La Cina attribuisce grande importanza all’intensificazione delle relazioni con l’Europa e fa sempre tesoro dell’amicizia e della cooperazione tra i due continenti. La Cina ha una grande fiducia nell’intelligenza e nella capacità del vecchio continente e confida nella prospettiva di una cooperazione tra Cina e Italia, tra Cina ed Europa.

 

 


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