Uno degli strumenti usati per contrastare Huawei è stato certamente il diritto extraterritoriale posto in essere nel 1977dagli USA con il Foreign Corrupt Practice Act (FCPA). Esso consente alle autorità statunitensi, e principalmente al Dipartimento di giustizia, di perseguire a livello mondiale i reati che normalmente, per essere riprovevoli, avrebbero dovuto essere commessi o da cittadini statunitensi o sul suolo degli Stati Uniti. L’FCPA è stato ampliato con una serie di leggi per vietare il commercio con paesi sottoposti a embargo.
Tuttavia, secondo questo concetto extraterritoriale, se una transazione è fatta in dollari, o coinvolge una tecnologia americana, una licenza, un supporto per le telecomunicazioni, un server informatico statunitense, si applica la legge statunitense. Di conseguenza, qualsiasi fatto correlato è punibile se è sbagliato secondo la legge statunitense e questo indipendentemente dal luogo di esecuzione della transazione o dal contesto politico.
Il DOJ ha infatti notevoli risorse di bilancio e un potere straordinario di sanzione pecuniaria.

Alla luce di quanto è successo negli ultimi dieci anni, sono state sollevate alcune voci per affermare che gli Stati Uniti usano il loro sistema legale e giudiziario per praticare un certo nazionalismo e/o protezionismo economico con buona pace del Cato Institute e della Heritage Foundation.
Secondo Bloomberg, Apple non sarebbe in grado di rilasciare un telefono compatibile con le tecnologie 5G prima del 2020, lasciando il campo aperto alla concorrenza mentre Huawei annuncia che sarà il primo a utilizzare il 5G nel 2019 .Inoltre, secondo alcuni finanziari, il 5G sembra essere la vera posta in gioco del caso Meng Wanzhou. L’argomento del 5G è davvero molto sensibile sia economicamente che tecnologicamente, perché moltiplicherà i rischi cibernetici. Con l’obbligo per le aziende cinesi di partecipare agli sforzi della intelligence del paese, coniugati al passato di ex  ingegnere dell’esercito cinese, diventa difficile credere alla buona fede di Huawei.Proprio per questo, alcune fra le principali agenzie di intelligence, hanno posto in essere un attento monitoraggio della attività di Huawei.
The Fives Eyes è un’organizzazione di coordinamento di cinque agenzie di intelligence statale: Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Australia e Nuova Zelanda. Iniziato nel contesto della Seconda Guerra Mondiale, lo scopo principale di questa organizzazione durante la Guerra Fredda fu di costruire un fronte compatto e coeso  di intelligence contro il blocco comunista orientale. Questa entità è ancora attiva. L’arresto di Meng Wanzhou era previsto per il luglio 2018, periodo durante il quale i rappresentanti delle organizzazioni di intelligence degli Stati Uniti, Gran Bretagna, Australia, Nuova Zelanda e Canada si erano incontrati a Canberra. Inoltre, Gina Haspel, direttore della CIA, ha spiegato e guidato la campagna contro la Cina all’interno dei Five Eyes. Dunque non è un caso se anche le attrezzature Huawei siano state  bandite da altri alleati strategici .Infatti  il loro obiettivo rimane non solo quello di salvaguardare i propri paesi dall’eventuale spionaggio cinese,ma anche quello di contenere la crescita di Huawei.
infatti ,in  Gran Bretagna, il 5 dicembre la British Telecom (BT), l’operatore di telecomunicazioni britannico, annuncia di ritirare tutte le apparecchiature HUAWEI nel cuore delle sue reti 3G e 4G e sottolinea che non le acquisirà per la rete 5G. Questa decisione è ufficialmente giustificata dal desiderio di standardizzare la propria infrastruttura Telco. La stessa settimana, il capo dell’intelligence britannica, annuncia che è necessario tenere un dibattito sulla dipendenza del paese dalle tecnologie 5G nei confronti della Cina.
Negli Stati Uniti, dopo aver limitato il mercato a Huawei nel gennaio 2018 per motivi di vicinanza della compagnia ai servizi di intelligence cinesi, gli Stati Uniti hanno anche chiesto ai loro operatori di telecomunicazioni di escludere Huawei dal territorio degli Stati Uniti in relazione al 5G. Già nel 2007 gli Stati Uniti si opposero all’acquisto del produttore di apparecchiature di rete 3Com da parte di Huawei e BainCapital per ragioni di sicurezza nazionale.
In Nuova Zelanda e Australia, Huawei è stata  esclusa dal mercato delle telecomunicazioni per le tecnologie 5G (il Giappone ha seguito lo stesso modello)
Per quanto riguarda il Canada che ,si trova al centro della querelle  giudiziaria relativa al caso Meng Wanzhou,

Ali Ghorbani, direttore del Canadian Cyber ​​Security Institute ha affermato che probabilmente sarebbe una saggia decisione quella di non utilizzare la tecnologia di Huawei per le nostre reti.

A livello dell’Unione europea, non è stata presa alcuna decisione in merito all’eliminazione di Huawei, anche se alcune preoccupazioni sono state espresse da parte di Andrus Ansip, vicepresidente della Commissione europea, a carico del mercato unico digitale. Ogni stato dell’Unione europea è stato lasciato libero di prendere una decisione in materia e ,all’interno degli Stati europei, sembra   che questa decisione  sarà lasciata ai grandi operatori delle telecomunicazioni.
In Francia, la posizione adottata dallo Stato è stata meno categorica di quella degli Stati Uniti e Huawei rimane un operatore di grande importanza per il paese. Infatti, il gruppo cinese è presente da 18 anni e  ha appena aperto il suo quinto centro di ricerca e sviluppo a Grenoble.Tuttavia, il governo francese  è molto vigile di fronte a questo entrismo molto aggressivo, e specialmente sul tema del 5G, il cui effettivo dispiegamento non arriverebbe prima del 2025. Questo rimane un argomento molto delicato che incide sulla sicurezza nazionale. Ebbene, per contrastare la sorveglianza discreta di Huawei, viene condotta una controsorveglianza  in modo confidenziale con il dispositivo Cerbère dal 2015, ma è stata intensificata nel 2018 sotto l’egida del Segretariato Generale dell’Eliseo in stretta collaborazione con il Ministero delle Finanze e con altri sei ministeri. Pertanto, il governo tra negoziazioni e sorveglianza discreta, ha definito le aree in cui Huawei può muoversi e quelle nelle quali non può agire.

Non vi è quindi alcuna opposizione diretta a Huawei, ma piuttosto una volontà di intervenire in modo selettivo e capillare .
In Germania, il governo rifiuta di cedere alle pressioni statunitensi, ma l’operatore Deutsche Telecom assume una posizione simile a quella francese e non intende affidare a Huawei la sua rete 5G per motivi di sicurezza.
Tornando alle decisioni prese dagli USA , gli americani stanno bloccando Huawei esclusivamente per il protezionismo delle telecomunicazioni e dell’economia del mercato dei dati, protezionismo che si è manifestato da diversi anni.
E certamente a ragion veduta visto che Huawei nel 2018 supererà i $ 100 miliardi di fatturato e l’azienda cinese prevede che arriverà  a 150 per il 2020.

D’altronde , già a partire dal 2018, gli Stati Uniti decisero di intraprendere una guerra dell’informazione per vincere la guerra economica con la Cina. Il punto di partenza di questa battaglia informativa è ,a nostro avviso,relativo al fatto che la Cina ha violato l’embargo economico istituito dagli Stati Uniti contro l’Iran.

D’altra parte, la Cina intende  contrastare l’egemonia americane anche nelle aree chiave e strategiche e l’infrastruttura delle telecomunicazioni è una di queste. Rispetto ad una nazione imbevuta di liberalismo e che vede solo il capitalismo come modello economico, il modello Huawei rappresenta un pericolo: è di proprietà dei suoi dipendenti e non fa appello al capitale esterno per il finanziamento. È strettamente legata al partito comunista cinese. Con buona pace dei teorici del liberismo, è riuscita prodigiosamente a conquistare il mercato mondiale e a diventare un attore chiave nel campo delle telecomunicazioni al punto di minacciare Apple. È lecito, a questo punto, domandarsi se l’accelerazione giudiziaria voluta dagli USA sia anche legata alla necessità di tutelare gli interessi della  sua ammiraglia Apple.

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