L’ambasciatore russo presso le Nazioni Unite ha accusato il governo libico di ospitare un campo d’addestramento per dei “ribelli siriani” che hanno condotto delle azioni contro il regime di Damasco. “Abbiamo ricevuto delle informazioni secondo le quali esiste in Libia, col pieno sostegno delle autorità, un centro d’addestramento speciale per dei ‘ribelli siriani’; queste persone in seguito vengono inviate in Siria per attaccare il governo in carica”, ha detto Vitaly Churkin, durante una riunione del Consiglio di Sicurezza dedicata alla Libia, alla presenza del primo ministro libico ad interim ‘abd er-Rahîm al-Kîb.

“Questa situazione è totalmente inaccettabile sul piano legale, poiché simili attività minano la stabilità del Medio Oriente”, ha rincarato l’ambasciatore mandando su tutte le furie il rappresentante libico.

Il diplomatico russo ha inoltre sottolineato che il suo Paese è certo che l’organizzazione estremista “al-Qâ‘ida” sia presente in Siria: “L’esportazione della ribellione si trasformerà nell’esportazione del terrorismo?”.

Churkin ha poi chiesto un’altra volta che la NATO presenti le sue scuse per gli attacchi sferrati l’anno scorso contro la Libia e che avevano provocato la morte di civili.

Ma il primo ministro libico afferma che un’inchiesta è già stata condotta: “La questione, che tocca il sangue dei libici, non dovrebbe diventare tema di propaganda politica utilizzata da un paese contro l’altro”.

“Spero – ha detto – che tale questione non venga evocata per impedire alla comunità internazionale d’intervenire negli affari di altri paesi in cui la popolazione è massacrata”.

Ma il primo ministro libico non ha risposto alle accuse russe circa l’addestramento, in Libia, di oppositori siriani.

(Traduzione di Enrico Galoppini)

Fonte: Al-Manar (Libano)

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