Fonte: Fondsk

Il primo ministro russo Vladimir Putin si recherà in visita a Istanbul l’8 giugno. Lo scorso maggio il presidente russo D. Medvedev ha firmato uno storico accordo ad Ankara con cui la Russia, nei prossimi sette anni, costruirà la prima centrale nucleare turca. Il primo bando per la costruzione di una centrale nucleare in Turchia, è stato annunciato nel settembre 2008. Un consorzio russo-turco composto da Atomstroyexport (una controllata di Rosatom), Inter RAO UES, e dalla Park Teknik della Turchia ha battuto i concorrenti, ma il contratto è stato annullato nel novembre del 2009; la Turchia era insoddisfatta dal prezzo dell’energia offerto. Ritocchi finali sono stati messi sull’affare nel gennaio 2010, quando la Tetas della Turchia si è impegnata a comprare il 70% della produzione energetica della nuova centrale.

La centrale nucleare sarà situata nei pressi del porto mediterraneo di Mersin, ad Akkuyu. Quattro unità di 1,2 GW (reattori ad acqua pressurizzata VVER) saranno costruite e attivate dal consorzio dal 2016-2019. Il CEO di Rosatom, S. Kiriyenko, ha detto che la Russia manterrà in qualsiasi momento la quota di controllo nel progetto da 18-20 miliardi di dollari, che verrà attuato dall’Atomstroyexport. Ha sottolineato che, inoltre, il progetto non sarà limitato alla costruzione, ma comprenderà anche la creazione di una società di ingegneria nucleare che, nella fase iniziale, sarà completamente di proprietà della Russia.

La vittoria del contratto per la costruzione della centrale nucleare di Akkuyu, da parte del consorzio russo-turco guidato da Rosatom, in una gara contro 14 aziende, ha evidenziato l’attuale tendenza positiva nei rapporti tra Russia e Turchia, in generale, e nel settore dell’energia nucleare, in particolare. Chiaramente, la cooperazione con la Russia va in cima alla lista delle priorità della politica internazionale della Turchia.

Lo scorso maggio, poco dopo la visita del Presidente Medvedev ad Ankara, il CEO di Rosenergoatom, V. Asmolov, ha detto che la società, che gestisce l’intero parco delle centrali nucleari russe, intendeva aderire al progetto turco. Le informazioni si sono rese disponibili a giugno, con Rosatom avanzava ulteriori piani per invitarvi i partner finlandesi di esso, e che Atomstroyexport e la Fortum della Finlandia  cercavano opportunità più ampie di cooperazione a lungo termine, nella costruzione di centrali nucleari, in Russia e in altri paesi. L’uranio da fornire come combustibile per la centrale nucleare di Akkuyu, sarà estratto da società russe in Namibia, nel quadro dell’accordo stipulato dai presidenti russo e della Namibia a Mosca, nel mese di aprile 2010.

La costruzione della centrale nucleare di Akkuyu sarà realizzata nel pieno rispetto degli obblighi di Mosca, nel quadro del trattato di non proliferazione nucleare e degli accordi con l’AIEA. La centrale funzionerà sotto le garanzie dell’AIEA e il combustibile nucleare esaurito fornito da parte della Russia, sarà oggetto di rimpatrio.

Nel complesso, il settore russo dell’energia nucleare deve essere accreditato di un successo importante per aver vinto l’appalto per la costruzione della centrale nucleare di Akkuyu, soprattutto alla luce del fatto che la Turchia è un paese della NATO, con uno speciale legame con gli Stati Uniti. I negoziati sul progetto sono stati strettamente sorvegliati a Washington e Bruxelles, nel contesto della concorrenza sempre più forte nella progettazione di centrale nucleare e nei contratti di costruzione in tutto il mondo. Unica, al momento della realizzazione del progetto in Turchia, la Russia costruirà centrali nucleari in cinque paesi contemporaneamente. Il progetto russo-turca dimostra che la Russia sta riguadagnando la fiducia come leader mondiale nella costruzione di centrali nucleari. La fiducia, mandata in frantumi dalla catastrofe di Chernobyl del 1986, era estremamente necessaria per il settore russo dell’energia nucleare, e ci sono voluti anni di duro lavoro per ricostruirla.

08/06/2010

Vladimir Sotnikov, Capo Specialista, Istituto di Studi Orientali dell’Accademia Russa delle Scienze

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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