Fonte: Strategic Culture Foundation http://en.fondsk.ru/print.php?id=3110

2010/06/21

ll sito web del ministero degli esteri russo, ha rilasciato una dichiarazione ufficiale a seguito della decisione delle Nazioni Unite d’inasprire le sanzioni contro l’Iran. Mosca vede nel “pacchetto di misure supplementari per premere l’Iran“, adottato da Washington e Bruxelles, una “violazione dei principi di cooperazione tra le sei nazioni coinvolte nei colloqui sul programma nucleare iraniano e all’interno del Consiglio di sicurezza dell’ONU“. La Russia si oppone fermamente a qualsiasi tentativo di mantenere un potere dominante in seno al Consiglio di Sicurezza.

La dichiarazione afferma che Mosca è “delusa” dall’apprendere che “ulteriori sanzioni contro l’Iran, approvate da Washington, vanno ben oltre il già esistente regime di sanzioni ONU contro Teheran“, e che un pacchetto di nuove misure contro l’Iran, è stato sostenuto dal Ministero degli Esteri dell’UE e sottoposto all’approvazione del Consiglio europeo. “Ciò mina i nostri sforzi volti a cercare i modi migliori per risolvere la questione iraniana. In realtà, ogni volta che la situazione si ripete: non appena riusciamo a raggiungere un compromesso sulle sanzioni contro l’Iran, in sede di Consiglio di Sicurezza, gli Stati Uniti e l’UE trovano queste insufficienti e, parlando direttamente, dimostrano negligenza politica“, dicono i funzionari del ministero degli Esteri.

Le nuove sanzioni delle Nazioni Unite sono focalizzate sui cosiddetti “beni a duplice uso“, che i partner occidentali temono potrebbero essere utilizzati nel programma nucleare iraniano. L’UE ha inoltre imposto il divieto di “ulteriori investimenti e addestramento tecnico” sul petrolio e  gas iraniani. Dopo che queste sanzioni sono state introdotte (quelle approvate dall’UE e dagli USA, sono misure più severe per quanto riguarda le conseguenze per i paesi terzi), l’Iran dovrà affrontare numerose restrizioni economiche, energetiche e sui visti. In un mese, i paesi europei (i loro scambi commerciali con la Repubblica islamica dell’Iran sono stimati a circa 30 miliardi di dollari all’anno) dovranno bloccare le transazioni finanziarie, comprese le assicurazioni, se vi sono “fondati motivi” per ritenere che tali attività potrebbero contribuire al programma nucleare dell’Iran.

La possibilità di introdurre nuove sanzioni contro l’Iran, è sempre stata costantemente discusso in considerazione della priorità assoluta – dal cambio di regime a Teheran con tutti i mezzi possibili, alle minacce verbali di un attacco militare. Mentre le tensioni stavano raggiungendo il grado più elevato, i diplomatici russi probabilmente decisero di approfittare della situazione, cercando di riguadagnare la comprensione reciproca, sia con l’Iran che con l’Occidente.

Nel frattempo, la pressione su Teheran è in aumentata. Il 12-13 Giugno, a Bruxelles si tenne un incontro che ha riunito i membri delle organizzazioni azere che operano all’estero. I partecipanti convennero nel rafforzare la propaganda nel nord dell’Iran. Naturalmente, lo scopo non era quello di evitare che Teheran sviluppasse il suo programma nucleare. L’idea era “resistere alle tendenze filo-americane che causano tensioni politiche nella regione.” Molti osservatori sottolinearono il fatto che le dichiarazioni di pace del il Presidente Obama, durante la sua campagna elettorale e poi all’Università del Cairo, non erano conformi alla posizione ufficiale di Washington.

Il peggioramento delle relazioni tra Russia e Iran possono influenzare la situazione nel Caucaso, dal momento che gli Stati Uniti non sembrano indebolire la loro presenza in questa regione, la più tormentata della Russia. Le tensioni crescono sempre più sulla cosiddetta “questione circassa“. Il 18 giugno 2010, la Jamestown Foundation terrà un altro seminario denominato “Sochi nel 2014: possono le Olimpiadi aver luogo presso il sito della Cacciata dei circassi di 150 anni fa?” E questo è solo uno dei numerosi esempi…

In un’intervista con il Wall Street Journal, il Presidente della Russia Dmitrij Medvedev ha ripetutamente messo in guardia contro un approccio unilaterale alla questione nucleare iraniana. Il signor Medvedev ha esortato i paesi coinvolti nei colloqui, a sviluppare un dialogo costruttivo con Teheran e a intraprendere azioni collettive sull’Iran. La sicurezza in Medio Oriente, negli anni a venire, dipende molto dall’ulteriore sviluppo della cooperazione tra Russia, Stati Uniti e l’Iran sviluppa.

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Traduzione di Alessandro Lattanzio

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