Fonte: http://www.dedefensa.org/article-la_syrie_reveillera-t-elle_le_brics__06_09_2011.html 6 Settembre 2011

Domenica, dopo un incontro con il ministro degli esteri brasiliano Antonio Patriota, il ministro degli esteri russo Lavrov ha dichiarato che “se i paesi BRIC avranno effettivamente voce in capitolo, lo scenario libico non si ripeterà in Siria.”

Secondo quanto riportato da Russia Today (4 settembre 2011), dopo una rapida consultazione con gli altri paesi del gruppo (BRICS), il ministro russo avrebbe precisato:

“‘Le nazioni BRICS cercheranno di impedire che uno scenario di tipo libico sia usato in Siria“.

I commenti del ministro riguardo i paesi BRICS – Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa – sono giunti dopo un incontro con il suo omologo brasiliano, Antonio Patriota. ‘Siamo fermamente convinti che sia inaccettabile istigare l’opposizione siriana a continuare a boicottare i suggerimenti per avviare un dialogo’, ha detto Lavrov. ‘Questo è un invito a una ripetizione dello scenario libico. Le nazioni BRICS non permetteranno che ciò accada. Il Consiglio di sicurezza dell’ONU non tollererà come tali risoluzioni verranno applicate’ ha detto Lavrov, ‘nel caso in cui il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite domandi la fine delle violenze in Siria – non importa da chi sollevata – e spinga tutte le parti al dialogo'”.

Il sito Russia Today, ha ripreso (il 5 Settembre 2011) l’informazione e l’ha sviluppata nella forma di un’intervista con un esperto indiano, il dottor Sreeram Chaulia, professore presso la School of International Affairs di Jindal. Dr. Chaulia adotta la tesi di una strategia di espansione neo-coloniale dei paesi del blocco che eglii definisce Blocco Americanista-Occidentalista (BAO). Egli ritiene che i paesi BRIC, incluso il proprio, siano naturalmente designati ad opporsi alla deriva neocoloniale, soprattutto alle Nazioni Unite e nel campo delle sanzioni per un paese, che il blocco BAO richiede generalmente come primo passo prima di considerare l’invasione di quel paese, o un intervento diretto nei suoi affari interni.
“‘Abbiamo bisogno di evitare ciò e l’unico modo per farlo è che i BRICS formino un fronte unito’, ha detto. ‘E’ necessario contestare le ambizioni egemoniche.’ Ritiene che il BRICS sia un microcosmo del movimento verso un vero mondo multipolare. ‘Si può avere una genuina multipolarità solo attraverso l’azione congiunta da parte delle nazioni BRICS, per prevenire ciò’, ha detto. ‘Se abbiano successo o meno è una questione di proiezione di potenza sul terreno. Diplomaticamente, sì, Russia, Cina, India, Brasile, Sud Africa hanno inviato degli emissari in Siria e sono tutti coinvolti dietro le quinte'”.
L’originalità dell’apprezzamento del Dr. Chaulia è che considera il caso in cui il BRICS non riesca a fermare la deriva americano-occidentalista verso l’intervento. Ciò porterebbe al momento in cui l’opzione militare verrebbe considerata, e questo potrebbe essere il caso della Siria. Che fare in questo caso? Chaulia ha una risposta pronta: l’Iran.
“‘L’unico deterrente che evita altri interventi di tipo libico da parte dell’Occidente, è il fatto che l’Iran sostiene il regime siriano’, ha detto. ‘Impediranno materialmente l’acquisizione della Siria, nel modo in cui le potenze occidentali hanno praticamente occupato la Libia – col dirottamento delle risoluzioni delle Nazioni Unite per proteggere i civili.’ Chaulia ritiene che sia importante per il BRICS coordinarsi con l’Iran e fare in modo che ci sia una ‘transizione pacifica del potere’ e un passaggio alla democrazia, che è il messaggio principale che i membri del blocco inviano. ‘E infatti è un messaggio migliore del ‘metodo del grosso bastone’ della immediata imposizione di sanzioni per ‘salvare vite umane’, di cui statunitensi ed europei parlano’, ha concluso Chaulia”.
Il BRICS ha attraversato un periodo difficile negli ultimi mesi, che corrisponde esattamente al difficile periodo in cui la Russia ha perso la sua solita linea diplomatica. Il voto della risoluzione ONU 1973 a marzo (“protezione dei civili” in Libia), che ha trasgredito il principio (di non ingerenza nella sovranità) a nome di una situazione (massacri di civili) di cui s’è visto che era quantomeno relativa, è stato da parte dalla Russia un errore basato sul ragionamento pigro e l’illusione che, una linea diplomatica ragionevole, possa essere seguita in questo quadro con il blocco BAO. La trasgressione di un principio è innegabile, il cui precedente resta, mentre il giudizio di una situazione dipende da molte contingenze, soprattutto in questo periodo, se non manipolato dal sistema mediatico. (Per “principio” si intende una dinamica di strutturazione come la sovranità e la legittimità, da non confondere in alcun modo con una scelta ideologica, un’alleanza, ecc.)
Con la Russia così imbrigliata, il BRICS, che dipende principalmente da essa per gli impulsi diplomatici (la Cina, più potente, preferisce rimanere defilata), non ha mantenuto le promesse che alcuni – tra cui i russi, inoltre, – avevano fatto a suo nome riguardo la Libia. L’idea è ovviamente che un simile raduno di potenze emergenti, anche informale e suscitato dalla mera dimensione economica, abbia lo scopo di ricercare una certa unità di cooperazione, coordinamento e azione diplomatica; questo è particolarmente vero quando le relazioni internazionali sono sotto l’influenza di una forza di destrutturazione e di dissoluzione come il blocco BAO. Il BRICS dovrebbe poi ritrovare l’eredità del Movimento dei Paesi Non Allineati degli anni ’50 (la Conferenza di Bandung), con la Russia questa volta completamente integrata dalle sue opzioni diplomatiche e dalla totale assenza della dimensione ideologica.
Ovviamente, il suggerimento del Dr. Chaulia va ben oltre questo unico apprezzamento teorico, evocando in modo così preciso il caso dell’Iran. L’ipotesi costituisce un caso molto meno convenzionale, e apre delle prospettive stupefacenti apparendo come una minaccia diretta contro la costruzione dell’antagonismo concesso della narrativa americanista-occidentalista. L’ipotesi sarebbe ancora maggiore se l’Iran si prestasse al gioco, per l’Iran stesso e per la Siria, estraendo il paese dal purgatorio assegnatogli da questa narrativa del blocco BAO.
Non importa, per ora, il destino di questa proposta e la validità delle ipotesi. Rimane una lezione importante. Se il BRICS si muoverà con buone intenzioni per un’azione efficace nelle relazioni internazionali, sarà presto in una posizione di antagonismo con i modelli più importanti della narrativa BAO. Per ora, la questione dell’azione del gruppo BRICS rimane confinata alla proposta di risoluzione della Russia alle Nazioni Unite, riguardo la Siria, che è attualmente esaminata assieme all’altra proposta, del blocco BAO. Oltre alla Cina, altri paesi BRIC sostengono pienamente questa proposta, come hanno annunciato i russi il 29 agosto, 2011. (Va anche notato, forse con qualche ironia, che i francesi hanno fatto sapere che giudicavano che c’era una possibilità di sintesi delle due risoluzioni, che si sentivano assai vicini ai russi sulla questione siriana. Dopo l’avventura libica e in attesa della consegna della portaelicotteri Mistral alla Russia, la diplomazia francese mostra una grande capacità di flessibilità. I russi hanno definito “parziale” la risoluzione del blocco BAO, dove la Francia ha la sua parte.)

Traduzione di Alessandro Lattanzio
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