Fonte: http://www.voltairenet.org/article164562.html 18 marzo 2010

Riunitisi per tre giorni nella capitale thailandese, decine di migliaia di “camicie rosse” (UDD/DAAD), i sostenitori dell’ex primo ministro Thaksin Shinawatra, hanno raccolto 300 litri di sangue. Poi hanno dimostrato spargendo il loro sangue sulla residenza del primo ministro Abhisit Vejjajiva.

Thaksin Shinawatra ha fatto fortuna nel settore delle telecomunicazioni, ed è diventato il più grande operatore di telefonia mobile, televisione satellitare e di viaggio aerei low-cost del Sud-Est asiatico. Durante il suo mandato di cinque anni, l’uomo d’affari ha quadruplicato il suo patrimonio personale, senza pagare le tasse. Ha duramente represso la minoranza musulmana, facendo uccidere almeno 2000 persone. Ha scatenato, per tre mesi, una guerra spietata alle droghe, che ha fatto più di 2500 morti e facilitato la riconcentrazione delle filiere. Sospettato di voler instaurare una repubblica, fu rovesciato nel 2006 dall’esercito, mentre era in viaggio a New York, per l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Da allora è stato condannato in contumacia a 2 anni di carcere, per appropriazione indebita di fondi pubblici. La settimana scorsa, la Corte Suprema ha confermato la confisca di 1, 4 miliardi di dollari dei 2,2 miliardi della famiglia Shinawatra, che erano stati congelati.

Dopo un soggiorno in Cambogia (dove è stato nominato consigliere economico del governo) e nel Regno Unito (dove aveva acquistato il club calcistico Manchester City), Thaksin Shinawatra si era insediato negli Emirati Arabi Uniti. In questi giorni, ha arringato i suoi seguaci per telefono, in modo che domandassero l’annullamento della decisione della Corte Suprema, le dimissioni del governo e le elezioni generali.

Tuttavia, avendo utilizzato Dubai per destabilizzare la Thailandia, è stato espulso dagli Emirati Arabi Uniti per il mancato rispetto del suo status di rifugiato politico. È appena arrivato in Montenegro, il cui Primo Ministro Milo Djukanovic gli ha concesso la cittadinanza. Tra l’altro, ha investito in un hotel a Podgorica.

Il Montenegro è una sorta di protettorato dell’Unione europea. Anche se non n’è un membro, è entrato a far parte della zona euro. Milo Djukanovic è accusato dalla giustizia italiana di essere un leader della camorra e di controllare il contrabbando di sigarette in Europa. Godendo dell’immunità a causa delle sue funzioni, non è stato possibile arrestarlo.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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