Secondo fonti delle forze dell’ordine, una guida musulmana della Repubblica russa del Daghestan è stata assassinata nella sua abitazione. Sheikh Said Afandi è morto dopo che un attentatore suicida, a quanto pare, ha azionato un ordigno esplosivo nella sua casa.

Secondo gli agenti di polizia sul campo, almeno altre sei persone sono morte nell’esplosione, tra cui la donna kamikaze. La casa è stata circondata, e la polizia sta lavorando sul posto. Il dispositivo, secondo fonti vicine alle indagini, non era molto potente, per cui gli ufficiali sono già riusciti a identificare l’aggressore. Secondo i primi dati, l’attentatrice era Aminat Saprykin, una residente locale di Makhachkala e moglie di un militante addestrato come attentatore suicida, riferiscono fonti Interfax.

Il Presidente della Repubblica, Magomedsalam Magomedov, ha annunciato per il  29 agosto un giorno di lutto.

Dopo aver subito lesioni multiple, Sheikh Said Afandi è morto sul posto. Altre cinque persone, tra cui un bambino, sono state uccise. Molti sono stati i feriti. “Questa terribile tragedia ha scosso il Daghestan, e ha causato dolore e indignazione tra la nostra gente”.

Settantaquattro anni, Said Afandi, un noto religioso sufi, era considerato uno dei principali maestri spirituali della  Repubblica del Daghestan. Suo padre morì quando aveva appena sette anni. A metà liceo, abbandonò gli studi per fare il pastore e sostenere finanziariamente la sua famiglia. Ha poi prestato servizio nell’esercito sovietico e ha lavorato come vigile del fuoco prima di arrivare all’attività religiosa, all’età di 32 anni.

Nei suoi ultimi anni, Said Afandi ha per lo più scritto libri, molti dei quali sono stati tradotti in russo e in inglese. Era anche appassionato di poesia, ed egli stesso era un poeta entusiasta.

Decine di migliaia di persone sono venute a rendere omaggio a Said Afandi mentre veniva sepolto prima del tramonto il 28 agosto.

I testimoni dicono che ben 150.000 uomini sono venuti a esprimere le loro condoglianze alla famiglia. Le donne non sono tradizionalmente coinvolte nei funerali della repubblica, ma hanno fatto le loro condoglianze alla parte femminile della famiglia dello Shaykh.

La sicurezza a Makhachkala, capitale della repubblica, è stata aumentata dopo l’assassinio del religioso, come riporta RT. La polizia antisommossa è stata schierata in varie parti della città, in particolare intorno alla Moschea del venerdì e ai vicoli vicini.

Il 29 agosto è dunque stato annunciato un giorno di lutto ufficiale nella Repubblica del Daghestan.
Gli attacchi contro i capi spirituali in Russia sono aumentati di recente. Meno di due mesi fa, il mufti della Repubblica russa del Tatarstan è rimasto gravemente ferito in un attentato, e un altro religioso è stato ucciso fuori dal suo appartamento nella capitale della repubblica, Kazan.

La notizia dell’omicidio di Shaykh Said Afandi è arrivata anche al presidente russo Vladimir Putin, che ha parlato della tolleranza religiosa nel corso di una visita nella Repubblica del Tatarstan.

“La tolleranza religiosa è uno dei fondamenti dello Stato russo da secoli”, ha detto Putin prima di concedere un premio di Stato al gran mufti del Tatarstan, sopravvissuto a un attentato nel mese di luglio, lo stesso giorno in cui uno dei suoi aiutanti è stato ucciso.

“Coloro che vogliono distruggere questo tipo di Stato [multiconfessionale, ndt] stanno prendendo di mira tutto ciò (la tolleranza)”, ha detto Putin. “Ma i criminali non potranno mai raggiungere i loro sporchi obiettivi. Non hanno futuro. Non ci riusciranno. Non qui in Tatarstan e nella regione del Volga, non nel Caucaso del Nord, non in qualsiasi regione del nostro grande paese”.

Shaykh Said Afandi non è il primo religioso musulmano di rilievo ad essere assassinato in Daghestan quest’anno. Solo pochi mesi fa, un imam locale è stato ucciso e la moschea data alle fiamme in un piccolo villaggio della repubblica. Nel mese di marzo, l’imam di una moschea a Buynaksk, una città del Daghestan, è stato assassinato con un ordigno esplosivo comandato a distanza. Sirajudin Israfilov, l’imam di una moschea sufi nella città di Derbent, è stato ucciso nella sua casa nel mese di ottobre.

 

Fonte: Russia Today, 28 agosto 2012 (http://rt.com/news/dagestan-muslim-cleric-killed-756/)


Traduzione di Nicolò Perazzo

 

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