Il 9 febbraio scorso il presidente dello Sri Lanka, Mahinda Rajapakse (nella foto), ha sciolto il parlamento dopo aver fatto incarcerare il leader dell’opposizione, nonché ex-comandante dell’esercito, Sarath Fonseka, sconfitto alle recenti elezioni del 26 gennaio, che hanno visto la riconferma del presidente Rajapakse. Fonseka è stato arrestato con l’accusa di pianificare un golpe contro l’attuale presidente. Tutto ciò ha provocato le proteste dell’opposizione.

Aria di crisi si iniziava già ad avvertire durante le elezioni, con continue accuse tra i due candidati alla presidenza; Fonseka ha denunciato di aver subito delle intimidazioni mentre il presidente Rajapakse ha sostenuto che il rivale non potesse prendere parte alle elezioni in quanto non iscritto alle liste elettorali (1).

Il giorno delle elezioni soldati dell’esercito nazionale hanno circondato l’albergo dove si trovava il generale Fonseka; il portavoce dell’esercito ha dichiarato che le truppe sono state mandate in maniera preventiva, in seguito al sospetto che un gruppo di disertori fosse pronto a lanciare un attacco contro il governo e che l’hotel fosse il loro quartier generale.

Fonseka ha annunciato di non voler riconoscere il risultato elettorale e ha accusato pubblicamente il presidente Rajapakse di aver utilizzato fondi pubblici e media di Stato sia per fare campagna elettorale che per boicottare il voto degli sfollati tamil nel nord del paese, che venivano considerati potenziali elettori di Fonseka in virtù del sostegno accordatogli dal Tna (Alleanza Nazionale Tamil), il maggior partito della minoranza tamil.

Questi fatti avvengono all’indomani della fine della guerra civile tra il governo del Paese e l’esercito delle Tigri Tamil (2), durata 26 anni.

Il generale Fonseka è in stato di detenzione presso la sede centrale della Marina. Il governo vorrebbe portarlo davanti ad un tribunale militare ma il generale sostiene che, siccome è andato in pensione, dev’essere soggetto solo alla legge civile.

La moglie del generale, Anoma Fonseka, ha raccontato in una conferenza stampa che un ufficiale dell’esercito si è presentato a casa loro con un centinaio di soldati per arrestare il marito, di cui da allora non si hanno più notizie. La signora Fonseka si è rivolta alla Corte Suprema dello Stato, che ha rifiutato la sua richiesta per il rilascio immediato del generale.

L’avvocato del generale, Chrishmal Warnasuriya, ha rilasciato un’intervista alla BBC in cui ha dichiarato che il giudice ha accolto alcune delle richieste che sono state fatte a favore del generale Fonseka e cioè la sua sicurezza e che gli sia consentita la visita di un medico e che possa vedere anche la famiglia, i colleghi e gli avvocati.

Lo Sri Lanka è un’isola strategica, in bilico tra le sfere d’influenza occidentale e cinese, e le recenti elezioni erano molto seguite dalle due superpotenze. La Cina cerca di proteggere i suoi traffici marittimi e ha sempre fornito, durante la guerra nel Paese, armi, aiuti e sostegno diplomatico chiedendo in cambio benefici economici. Da parte loro, gli Stati Uniti cercano di limitare la crescente influenza cinese in Asia.

L’esito delle elezioni è stato molto contestato dalla stampa locale, soprattutto dopo la scomparsa, il 24 gennaio scorso, del giornalista politico Prageeth Ekanligoda, sostenitore di Fonseka. Il 24 febbraio, dopo che ancora non si erano ricevute notizie del giornalista, è stata organizzato una manifestazione per il suo rilascio, alla quale hanno partecipato giornalisti, rappresentati della società civile e semplici cittadini. Fonseka ha fatto sapere dal carcere che questa sparizione, tuttora inspiegata, è un attentato alla democrazia e alla libertà di stampa del Paese e che perciò ogni tipo di dissenso non è tollerato(3).

* Carla Pinna, dottoressa in Scienze politiche (Università di Cagliari), si occupa dell’Asia Sudorientale per “Eurasia”

Note:

(1) Diversi costituzionalisti e il Commissario elettorale Dayananada Dissanayaka avevano fatto presente che il problema non sussisteva e che la Costituzione consentiva la candidatura di Fonseka.

(2) Sono un gruppo separatista organizzato militarmente che combatteva per la creazione di uno stato indipendente nel nord-est dello Sri Lanka, chiamato Tamil Eelam.

(3) Secondo dati semiufficiali, dal 2006 in Sri Lanka sono stati assassinati almeno 14 tra giornalisti e operatori dei media e non sono mai stati trovati i colpevoli. In compenso molti giornalisti hanno lasciato il Paese per minacce di morte.

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