Il direttore di “Eurasia”, Tiberio Graziani, è stato intervistato dal Giornale Radio 3 della Rai a proposito delle recenti tensioni tra Cina e USA.
Il suo commento è stato trasmesso nell’edizione delle 8.45 del 31 gennaio e può essere ascoltato cliccando qui (dal minuto 8.13 al minuto 9.43).
Di seguito la trascrizione della breve intervista:

Dall’estero: il governo cinese ha reagito duramente all’intenzione ribadita dagli Stati Uniti di fornire armamenti a Taiwan. Pechino ha deciso d’interrompere i rapporti militari con Washington ed ha minacciato sanzioni contro le aziende che venderanno armi a Formosa. Vincenzo Mungo ne ha parlato con Tiberio Graziani, direttore della rivista di geopolitica “Eurasia”.

Mungo: Le dure prese di posizione di ieri del governo cinese che intende interrompere tutta una serie di rapporti con gli Stati Uniti possono portare realmente ad una rottura?

Graziani: Diciamo che, dati i precedenti contrasti nati da forniture militari a Taiwan, questa reazione della Cina rientra nella normale dialettica. Nel breve e medio termine non ci si può aspettare un ribaltamento totale della geopolitica mondiale. Per cui, Cina e USA continueranno ad intrattenere relazioni mirate a soddisfare i rispettivi interessi nazionali.

Qualora si arrivasse ad un reale peggioramento dei rapporti, non sarebbero gli USA ad essere danneggiati, considerando che una parte del loro debito è finanziata da Pechino?

Certamente gli Stati Uniti sarebbero i primi ad essere danneggiati. Obama ha fatto la voce grossa, in questo primo momento, per rispondere alle pressioni della lobby militare-industriale ma penso che nei prossimi giorni, molto probabilmente, abbasserà i toni.


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