Il prossimo Nobel per la pace

La morte violenta di Mu'ammar Gheddafi ha subito richiamato alla mente quella di Saddam Hussein, solo di pochi anni precedente. Malgrado certe differenze palesi (Hussein non fu assassinato da una manica di balordi armati di telefonini, ma giustiziato dopo un più o meno regolare processo), le analogie sono evidenti, tanto che il parallelo è stato subito fatto proprio dalla stampa. Un paio di similitudini si sono però perse nel discorso “mainstream”.

L’F-35 va alla deriva

Ci sono tutte le premesse per recitare l’epitaffio sul velivolo della Lockheed Martin e sul più ambizioso e costoso progetto aeronautico USA-NATO per l’intera prima metà del XXI° secolo. E almeno fino ad oggi, in questo segmento di 5° generazione in Occidente altro non c’è.

La scure della crisi sulle spese militari

La crisi finanziaria è arrivata a colpire anche il settore difesa. Il prestigioso Stockholm Peace Research Institute (Sipri) ha pubblicato i primi risultati dell’indagine sulla spesa globale per la difesa 2010: i dati indicano che la crisi ha spinto ad una diminuzione delle spese militari a livello globale, e confermano le tendenze emerse negli ultimi anni. I paesi emergenti mirano comunque a costruire forze armate all’altezza delle proprie ambizioni, mentre gli europei persistono nel considerare la difesa come uno strumento accessorio, e forse superfluo, tra quelli disponibili per la loro azione esterna.

Siria, Iran: lo spionaggio statunitense ha una sua politica

Gli esempi continuano ad accumularsi sulla disparità tra gli atti sistematici delle dirigenze politiche e le loro analisi, generalmente presentate dopo l’esplodere di questi atti, e le analisi delle informazioni relative a queste crisi, dove queste dirigenze pongono i loro atti. (Per “atti di dirigenza politica” si intendono evidentemente dei processi di comunicazione, essenzialmente dichiarazioni, pressioni, influenze, ecc. Si tratta naturalmente del comportamento corrente di queste direzioni, più dialettica e virtuale che veramente operativa, anche per quanto riguarda i problemi cosiddetti geopolitici più acuti – come l’attacco a sorpresa contro l’Iran, dibattuto pubblicamente per sette anni, tra quasi un mese…)

Nuova dottrina militare: il minaccioso "looking for enemies" degli USA verso la Cina

La nuova dottrina militare degli Stati Uniti "Sostenere la leadership globale degli Stati Uniti: le priorità per la difesa nel 21 secolo", presentato ufficialmente...

Chi decide la nuova corsa agli armamenti?

Gli ultimi giorni del 2010 sono caratterizzati dai contrasti nel Senato degli Stati Uniti sul nuovo START. In questa occasione il comandante della Forze Strategiche Missilistiche russa Sergej Karakaev ha invitato i giornalisti nel suo quartier generale nel villaggio di Vlasikha e ha fatto una serie di affermazioni importanti.

Le patologie del bilancio della difesa

Lo studio “Economia e industria della Difesa” recentemente pubblicato dallo Iai merita un esame attento, poiché evidenzia un rischio che non può non preoccupare: quello di un costante deterioramento dello strumento militare italiano. La questione non è tanto di quantità, ma di qualità. Il giudizio sul bilancio della difesa negli ultimi esercizi finanziari non può che essere: “pochi soldi, che potrebbero essere spesi meglio”.

Putin e il nuovo programma di armamenti

Nei prossimi dieci anni per l’armamento delle Forze Armate della Russia saranno devoluti 20 mila miliardi di rubli (più di 650 miliardi di dollari)....

Progetti statunitensi per la "nuova Europa"

Mentre il popolo romeno è in subbuglio e quasi alla canna del gas, il Pentagono ha stanziato 14,3 milioni di dollari per il Paese...
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