Vuoti e pieni della strategia cinese in Libia

Se il principio di non ingerenza negli affari interni di un Paese è il dictat che guida le scelte cinesi nell’arena internazionale, è anche vero che l’approccio di Pechino alla questione libica si è rivelato essere del tutto singolare e non conosce precedenti.

La Libia e la fine delle illusioni occidentali

Cinque mesi dopo l'inizio dei bombardamenti, non è più possibile credere alla versione ufficiale sull'inizio degli eventi in Libia e sui massacri attribuiti al "regime di Gheddafi". Allo stesso tempo, dobbiamo ora tener conto della risposta giuridica e diplomatica libica che mette in evidenza i crimini contro la pace commessi dalla propaganda TV, i crimini di guerra perpetrati dai militari della NATO e i crimini contro l'umanità commessi dai leader politici dell'Alleanza Atlantica.

IL COMPLICATO FUTURO DEL PETROLIO AFRICANO

Mentre a Città del Capo va avanti l’Africa Oil Week, il dibattito africano sui combustibili fossili è quanto mai acceso. A scaldare l’opinione pubblica...

Eurasia intervista Paolo Sensini sulla Libia

Abbiamo intervistato Paolo Sensini, autore dell’opera “Libia 2011” . Un saggio molto interessante che offre nella prima parte un’agile narrazione di cento anni di storia libica incastonati fra due eventi luttuosi per il paese: la guerra coloniale italiana del 1911 e l’intervento umanitario (rectius neocoloniale) del 2011. La seconda parte è invece una disamina ben documentata degli eventi legati proprio all’intervento militare scaturito dalla Risoluzione ONU 1973, corredata anche dalla testimonianza diretta dell’autore, giunto in Aprile nei luoghi del conflitto e partecipe dei lavori della commissione d’inchiesta sui fatti di Libia (Fact Finding Commission on the Current Events in Lybia).

“LA CRISI IN AFRICA – IL CASO COSTA D’AVORIO”, SABATO 10 NOVEMBRE A BRESCIA

Sabato 10 Novembre, alle ore 15.30,  presso la Sala circoscrizionale Pasquali sita in Via Pietro Pasquali n° 5, Brescia, avrà luogo la conferenza: “La...

Graziani all'IRNA sulle turbolenze in Nordafrica

E' stato intervistato dall'agenzia della Repubblica islamica dell’Iràn, IRNA, sui recenti avvenimenti in Egitto, Tiberio Graziani, direttore di “Eurasia. Rivista di Studi Geopolitici” e presidente dell' “IsAG - Istituto di Alti Studi di Geopolitica e Scienze Ausiliarie”.

A Bengasi esplode la lotta tra le due linee di Tripoli

In Libia si stanno affrontando, non da ora ma da anni, due linee politiche: la linea del premier al-Baghdadi, dettata dalle esigenze della nascente borghesia compradora libica, e quella , geopoliticamente orientata sul Mediterraneo e l'Africa, legata ai Comitati Rivoluzionari, e costituita dalla stragrande maggioranza dei militanti e dei quadri dei Comitati Rivoluzionari e Popolari.

Tripoli: capo di un gruppo islamista alla guida dei "ribelli" libici

La ribellione armata di Tripoli, secondo quanto riportato giovedì scorso dal giornale argentino El Khabar, sarebbe stata guidata da un ex emiro del Gruppo islamico dei combattenti libici ( (LIFG), Abdelhakim Belhadj. Secondo la stessa fonte, Abdelhakim Belhadj, sarebbe stato detenuto, in passato, nel 2004, per fatti di terrorismo dagli statunitensi in Asia e in seguito inviato in Libia.

La stabile presenza della Cina in Sudan: la diga Merowe

La Cina ha dato prova della sua importanza in Africa. Ma il suo peso politico deve misurarsi con altre potenze internazionali, come gli Stati Uniti, interessate allo sfruttamento di materie prime presenti in Sudan e nella regione del Darfur.

Clio Evans: "Cosa ho visto in Libia (e cosa i media hanno taciuto)"

Clio Evans ha incontrato più volte la guida della Jamahiriya libica, Muammar el Gheddafi, e si è recata in Libia anche durante la guerra. L’abbiamo incontrata per conoscere il suo parere sugli eventi in corso. "Molte delle cose che ho visto con i miei occhi - racconta - non sono mai arrivate nelle case degli italiani. Ad esempio le vittime civili della guerra. Noi in un ospedale abbiamo visto molti giovani con le gambe spappolate dalle bombe della Nato, alcuni li abbiamo anche intervistati. Oppure le immagini dei libici dalla pelle scura brutalmente deturpati e massacrati in pubblico dai ribelli, con l’accusa di essere mercenari stranieri. Di queste cose i principali media italiani non hanno mai parlato."
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