Egitto. L'ombra di Erdogan

Qualsiasi sarà il governo che uscirà dalle prossime elezioni, esso sarà un governo meno vicino a Israele di quanto lo siano stati quelli dell’era Mubarak. L’equilibrio delle forze interne spingerà in questa direzione. L’ombra di Erdogan farà scuola.

AFRICOM avanza a grandi passi

Nel suo ultimo Rapporto Anti-Impero l’analista politico William Blum scrive: “La prossima volta che sentirete che l’Africa non può produrre buoni dirigenti, persone impegnate per il benessere della maggioranza dei loro popoli, pensate a Nkrumah ed al suo destino.

Il grande ritorno di Israele in Africa

Fiorenti dopo le indipendenze, quasi inesistenti in seguito, le relazioni tra lo Stato ebraico ed il continente si intensificano ed obbediscono ormai a considerazioni innanzitutto economiche. Lo attesta il giro del capo della diplomazia israeliana Avigdor Lieberman, il cui obiettivo è anche quello di contrastare il riavvicinamento tra l’Iran e l’Africa.

LA FRANCIA E LA CINA IN AFRICA

Il gruppo Bolloré si è sviluppato ponendosi sui mercati in una situazione quasi monopolistica. Questo è il caso del settore dei trasporti, in cui...

L’Africa tra instabilità ed emigrazioni

Se non si vuole che le previsioni di Huntington sullo scontro di civiltà si avverino in pieno, bisogna far sì che quello tra culture divenga un incontro costruttivo e non uno scontro e ciò dovrà inevitabilmente coinvolgere le stesse società.

Dopo le rivolte arabe: il nuovo Mediterraneo

Proponiamo qui la registrazione video integrale dell'evento che ha inaugurato il Ciclo 2011-2012 dei Seminari di Eurasia, la conferenza Dopo le rivolte arabe: il nuovo Mediterraneo tenutasi a Brescia sabato 17 settembre scorso. Sono intervenuti come relatori Tiberio Graziani (presidente dell'IsAG e direttore di "Eurasia"), Daniele Scalea (segretario scientifico dell'IsAG e co-autore di Capire le rivolte arabe), Aldo Braccio (redattore di "Eurasia" e autore di Turchia, ponte d'Eurasia) e Stefano Vernole (redattore di "Eurasia" e saggista). L'organizzazione è stata a cura dell'IsAG e dell'associazione "Nuove Idee".

Il Corno d’Africa tra endemica instabilità e terrorismo internazionale

In una delle più povere ed instabili regioni del pianeta si intersecano oggi tre livelli di scontro - una forte conflittualità interna, guerre regionali ed interstatali e un terrorismo islamista in feroce crescita

La battaglia per Tripoli

Mentre la stampa italiana, sulla falsariga della posizione espressa ufficialmente dal ministro Frattini (che più d'ogni altro s'è sbilanciato nelle ultime 24 ore), continua a parlare dell'avvenuta “liberazione di Tripoli” e della “caduta del regime”, altre fonti – pur schierate con la NATO – cominciano a farsi più caute. Nella confusione di notizie che rimbalzano dalla Libia e dai paesi belligeranti, sembra adesso opportuno cercare di mettere un po' d'ordine ed ipotizzare una ricostruzione dei fatti e della situazione sul terreno, per quanto aleatoria ed inevitabilmente fondata su una ridda di resoconti e voci non confermabili.

LA LOTTA DI AL-SHABAAB PER LA SOPRAVVIVENZA

La Somalia ha vissuto gli ultimi venti anni senza un governo effettivo, amministrata dai locali signori della guerra e distrutta da un tremendo conflitto...

USA e GB allungano gli artigli sulla Libia

I maggiori politici inglesi – Margaret Thatcher, John Major, Tony Blair, Gordon Brown e David Cameron – sono tutti colpevoli di crimini di guerra; hanno tutti autorizzato l’utilizzo di Armi di Distruzione di Massa (ADM) contro civili innocenti e contro le nostre stesse forze militari ad un livello vicino al genocidio di massa.
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